Timidi per… errore
8 Marzo 2004
Stop agli spot
15 Marzo 2004

La protesta dei piccoli

Condividi sui social

Il consiglio dei bambini di Roma scrive al Sindaco: meno compiti durante il fine settimane e le vacanze

Meno compiti durante il fine settimana e abolizione del divieto di giocare in strada. Sono le richieste che il consiglio comunale dei bambini di Roma ha presentato nei giorni scorsi al Sindaco della Capitale. Nella lettera inviata a Walter Veltroni, il consiglio, costituito da 44 alunni delle classi quarta e quinta elementare, si è fatto portavoce di quello che appare il principale desiderio dei più piccoli: dedicare il sabato, la domenica e le vacanze al gioco e alle attività ricreative, troppo spesso sacrificate per colpa dei compiti a casa.

Una richiesta che fa discutere
La richiesta dei bambini – inviata anche agli insegnanti e ai dirigenti scolastici – ha riacceso tra gli adulti una discussione mai giunta a conclusione. Da tempo, infatti, nel mondo della scuola e nelle famiglie italiane si discute del carico di lavoro assegnato ai bambini e ai ragazzi. Alcuni genitori sottolineano le eccessive richieste di maestri e professori che, valutando solo i compiti assegnati singolarmente da ciascuno di loro, non si rendono conto della quantità complessiva di studio richiesta. Gli insegnanti ricordano l’aspetto formativo: imparare ad avere un compito da portare a termine aiuta i piccoli a sviluppare un senso di responsabilità che tornerà sicuramente loro utile in futuro. Inoltre lo studio al di fuori delle ore scolastiche è indispensabile per raggiungere gli obiettivi didattici prefissati. Tuttavia “la richiesta dei bambini – ha sottolineato nei giorni scorsi sul quotidiano si Roma Il Messaggero, Pietro Lucisano, Presidente del corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione presso l’Università di Roma “La Sapienza” – è giustificata perché ormai i bambini e i ragazzi trascorrono a scuola un numero considerevole di ore. Alle elementari fino a quaranta, così alle medie, se a queste aggiungiamo la richiesta minima di un’ora di compiti per ogni giornata scolastica la loro settimana lavorativa minima si attesta sulle 45 ore: il contratto peggiore tra i lavoratori italiani. In molti casi poi i compiti invadono i sabati, le domeniche, le vacanze. Se a queste ore – ha spiegato Lucisano – si aggiungono i tempi per gli spostamenti ed i tempi per quelle attività integrative della scuola tutte necessarie, vediamo che il tempo del gioco, ma anche il tempo della lettura libera, dell’ascolto di musica, dell’amicizia sono ridotti al minimo se non annullati. E i bambini hanno diritto al gioco, diritto a leggere secondo le loro scelte, diritto ad ascoltare la musica e a vedere gli amici, diritto a fare sport”.

Liberi di giocare per strada
E proprio in difesa del diritto a giocare il consiglio comunale dei bambini di Roma ha sollevato, nella lettera inviata al sindaco Veltroni, un’altra questione. La legge dei grandi, ed in particolare l’articolo 6 del regolamento di Polizia Urbana, dichiara che è vietato giocare sul suolo pubblico, entrando in contrasto con l’articolo 31 della Convenzione dei diritti dei bambini, sancita a New York nel 1989, che invece afferma il diritto al gioco. L’evidente incongruenza tra la legge, che impone ai trasgressori una multa di ben 51 €, ed un diritto elementare di cui hanno goduto i bambini di intere generazioni, sarà presto affrontata dalla Giunta del Comune di Roma. L’assessore alle politiche di promozione dell’Infanzia e della Famiglia del Comune di Roma, Pamela Pantano, ha infatti annunciato la presentazione in Giunta di una memoria, a conclusione di un lavoro fatto con la Polizia Municipale, con gli assessori Liliana Ferraro e Maria Coscia per intervenire in modo concreto a sostegno del diritto al gioco in città”.

 

Elena Paloscia

Registrati o Accedi

Lascia un commento