Allarme per i dati italiani di uno studio coordinato dall’Oms: per 4 su 100 prima sigaretta a 11 anni
Ragazzini con la sigaretta in bocca ed il pacchetto tra i quaderni. E’ lo scenario dipinto da una recente ricerca condotta nelle scuole italiane per conto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ad undici anni fumano quattro ragazzi su 100, a 13 anni la percentuale sale al 14 per cento e a 15 è già al 33%. Fumano, senza tener conto delle conseguenze per la salute e con la convinzione (condivisa da tre su quattro) che smettere sia molto facile.
Una abitudine trasversale
L’indagine è stata condotta in 289 scuole italiane, fra i giovani di 11, 13 e 15 anni, dall’Università di Torino, guidata dal professor Franco Cavalli, in collaborazione con l’Università di Padova e del professor Massimo Santinello, nell’ambito di uno studio coordinato dall’Oms. L’abitudine del fumo nei ragazzi è trasversale in tutta Italia. Le differenze regionali esistono ma non sono statisticamente significative. Nel nord-ovest infatti fumano 10,6 ragazzi su 100 da 11 a 15 anni, nel nord-ovest 7,2%, nel centro il 12%, nel sud il 9,5% e nelle Isole il 10,3%. Fra i ragazzi di 11 anni quasi il 4% dichiara di fumare: lo 0,3% ogni giorno, l’1,32% una volta alla settimana e l’1,78% meno di una volta alla settimana. Ad avvicinarsi alla prima sigaretta a 11 anni sono in pari misura i ragazzi e le ragazze. Un altro studio dell’Istat conferma quanto sia precoce questo momento. La media italiana dei fumatori precoci, è cioè di quanti hanno cominciato a fumare a prima dei 14 anni, è di 6,2%. Nella geografia dei fumatori precoci c’e’ in testa la Sardegna (9%), seguita dalla Campania (8,6%) e dalla Calabria (7,4%). Impressionante la quota di quanti hanno già provato a smettere: il 9% dei quattordicenni e il 88% dei diciottenni. Interessante anche un altro dato: dietro alle ragazze che hanno cominciato a fumare precocemente c’è quasi sempre una madre fumatrice, un padre fumatore dietro ad un ragazzo che ha scelto di iniziare a fumare troppo presto.
Cosa fare se vostro figlio fuma
Ma quando un ragazzo di avvicina al tabacco lo fa anche per trasgredire. “Il preadolescente che fuma – ha infatti spiegato Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’istituto di Ortofonologia di Roma – vuole fare l’adulto ma allo stesso tempo si vuole allontanare dalle regole degli adulti”. Bastano poche attenzioni da parte di un genitore per scoprire se il bambino fuma. Un piccolo trucco, usato da sempre, ha spiegato Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età infantile, è quello di nascondere l’odore con caramelle. Ma per Pier Luigi Tucci, presidente della federazione italiana dei pediatri di famiglia la cosa e’ ancora più semplice: “Basta annusare il ragazzo appena tornato a casa”. Ed una volta scoperto che un undicenne fuma cosa è giusto fare? “Niente moralismo o punizioni, ma attenzione e informazione corretta per fare capire quali sono i pericoli” ha spiegato Bianchi di Castelbianco.
Inizitive antifumo nelle scuole
Nei prossimi tre anni un pullman itinerante promosso dal Movimento Italiano genitori (Moige) girerà con una mostra multimediale e un teatrino di burattini per portare a domicilio nelle scuole lezioni antifumo agli studenti dagli 8 ai 13 anni. Il sottosegretario all’Istruzione Valentina Aprea ha invece preannunciato lezioni sui danni del fumo nei prossimi programmi. Dal prossimo anno sono previsti, anche obiettivi specifici di apprendimento sull’educazione, la convivenza civile e la salute, tra cui proprio l’informazione e la prevenzione sul tabagismo e i danni che procura
Il presidente della Commissione alla Camera sull’Infanzia Maria Burani Procaccini si è detta “sconcertata dai dati della ricerca” e ha annunciato che presenterà una mozione: “Per evitare di arrivare quando i buoi sono fuori dal recinto, oltre che dedicare più spazio all’informazione nelle scuole, si dovrebbe avviare una campagna di sensibilizzazione, con spot televisivi, ad esempio, utilizzando così il mezzo più familiare per i giovanissimi”.
Matteo De Matteis