David Owen, giornalista del New York, ci aiuta a capire come educare i figli ad un buon uso del denaro
Il rapporto tra bambini │ denaro │ molto cambiato negli ultimi tempi ma parlare di soldi con i nostri figli non │ sempre facile. Spesso │ anche imbarazzante e ancor pi spesso si rischia di parlarne in modo superficiale e moralistico. Raggiungere la ricchezza economica da sempre │ una delle mete pi ambite dall’uomo. Soprattutto nella nostra societ¢ dove il consumismo la fa da padrone e tutti gli input che ci arrivano dai messaggi pubblicitari, attraverso la televisione, la radio, le riviste, i quotidiani e ora anche da Internet, tendono a trasformarci in macchine desideranti anche ci di cui non avremmo mai bisogno. I bambini ancor meno di noi sono immuni a questo bombardamento mediatico. E allora, come educare e responsabilizzare i figli nella gestione del denaro?
A rispondere ci prova David Owen, famoso giornalista del New Yorker, collaboratore di importanti riviste americane nonch← padre di due figli. E lo fa attraverso un simpatico libro intitolato La banca di pap¢ – Il modo migliore per educare i propri figli a un buon uso del denaro (Etas, € 13,00). Secondo Owen “insegniamo il denaro” ai nostri figli ogni volta che facciamo un acquisto saggio o avventato, ogni volta che ci vantiamo o ci disperiamo per l’andamento dei nostri investimenti e, chiaramente, ogni volta che ci arrendiamo o resistiamo di fronte alle loro insistenti richieste di comprare qualche assurdit¢. Certo, il modo migliore per insegnare ai figli l’uso del denaro rimane quello di condurre un’esistenza in cui il denaro ha un valore appropriato e un ruolo misurato. Ma ci sono anche altri modi, spiega Owen, per raggiungere l’obiettivo.
La prima cosa da “non” fare │ obbligare i bambini al risparmio facendogli versare su uno “stupido libretto di risparmi” i soldini racimolati come regali (│ sempre pi frequente l’abitudine, alquanto discutibile, di regalare soldi anche ai bambini piccoli) e convincerli che dopo qualche anno ne avranno molti di pi. Considerando che i tassi di interesse sui libretti di risparmio sono talmente bassi da non poter essere considerato un investimento, “perch← un bambino – si chiede Owen – per il quale un anno │ come un decennio, dovrebbe rimanere affascinato da qualche manciata di centesimi ottenibile dopo qualche secolo?”.
Alla ricerca di una risposta, l’autore invita tutti i padri a trasformarsi in una banca: la Banca Nazionale di Pap¢ dove i figli potranno mettere i risparmi con tassi di rendimento a misura di bambino. Inizia cos↓ un esperimento educativo, molto vicino ad una forma di gioco, che ha nulla a che vedere con tassi di interesse ma con la responsabilit¢ e il controllo. Owen lo ha sperimentato direttamente con i suoi due figli: i conti appartenevano a loro, quando risparmiavano raccoglievano benefici, quando volevano spendere non dovevano chiedere il permesso, al massimo accettare qualche consiglio basato sull’esperienza personale di acquisti concepiti male. Doppio obiettivo raggiunto: educazione al risparmio e lotta al consumismo.
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Marina Zenobio