Originale iniziativa dell’Istituto per l’infanzia Garofalo di Trieste a sostegno dell’allattamento materno
Pupi beati dopo la poppata e teneri sguardi materni. Sono fotografati così i modelli e le modelle “speciali” le mamme coi loro bebè, protagonisti di un calendario 2004 a sostegno dell’allattamento al seno. L’originale iniziativa è stata promossa dall’Istituto per l’Infanzia Burlo Garofolo di Trieste, un centro in prima linea in Italia per l’impegno in questo settore, con la collaborazione di Paola Paschetto, fotografa biellese, che è anche una consulente per l’allattamento formatasi ai corsi dell’ospedale triestino.
Dodici mesi di allattamento sereno
Se a Gennaio si comincia con un bimbo sorridente attaccato al seno della mamma e a Luglio c’è un bel bebè che si lecca letteralmente i baffi, tutte le foto del calendario, in bianco e nero, sono accompagnate da una citazione letteraria a tema, tratta dalla Bibbia o dai grandi della letteratura. Un modo originale, insomma, per richiamare l’attenzione sull’importanza dell’allattamento al seno e per sostenerlo visto che, spiega il dottor Riccardo Davanzo, pediatra del reparto di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale dell’istituto e promotore del calendario, “porta indubbi vantaggi alla salute sia della donna che del bambino”. Quali? Oltre alla riduzione dei costi, “l’allattamento – continua Davanzo – riduce il cancro al seno nella donna, potenzia il sistema immunitario dei bambini” rendendoli più sani con conseguenti minori spese anche per il sistema sanitario.
Un calendario in aiuto alle mamme
Insistere sull’argomento è diventato determinante, visto che oggi il sostegno e l’assistenza alle neo mamme non passa più dai consigli delle esperte ‘donne di famiglia’ che gravitavano in passato attorno alla nascita di un pupo. Da qui l’impegno del Burlo, uno dei più attivi in Italia sul fronte della promozione dell’allattamento, che offre aiuto pratico da subito dopo il parto, ma anche con corsi di preparazione alla nascita e sul dopo e la consulenza di gruppi di volontari tra cui anche la Lega per l’allattamento. E l’istituto triestino vanta percentuali degne di nota: il 95% delle mamme del Burlo va a casa con i bimbi in allattamento e, di queste, il 70% allatta in maniera esclusiva. Obiettivo dell’ospedale è ridurre sempre più la “forchetta” tra le mamme che allattano in maniera esclusiva e quelle che ricorrono ad ‘aggiunte’ come acqua e zucchero o latte artificiale. Sono mille le copie del calendario, che sarà regalato a fronte di una piccola donazione all’ospedale. Si può però richiedere anche via mail al dottor Ricardo Davanzo (davanzor@burlo.trieste.it), dando il contributo in contrassegno con l’aggiunta delle spese di spedizione.
Ma a Trieste c’è anche “Bebenvenuti”
Nel capoluogo friulano, l’ospedale Burlo Garofolo si è fatto promotore anche di un’altra iniziativa sempre a sostegno delle poppate al seno: “Bebenvenuti”, realizzata in collaborazione con la Confocommercio locale. Nel centro cittadino, dall’autunno, le mamme che devono allattare trovano ospitalità, a prescindere dall’acquisto, nei negozi che, dopo aver firmato un codice di adesione, hanno sposato l’iniziativa.
In Rete:
L’Istituto Burlo di Trieste
Antonella Valentini