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L’allattamento ed il reggiseno

febbraio 2, 2009 1:10 am

  Deve essere comodo, di cotone, facilmente apribile, ma, soprattutto, deve essere usato il meno possibile Passata la prima metà della gravidanza la futura mamma pensa all’acquisto del “reggiseno da allattamento”, che si differenzia dagli altri perché di tessuto non operato e munito di classiche finestrelle oppure apribile su davanti. Quando il sostegno è necessario…

 

Deve essere comodo, di cotone, facilmente apribile, ma, soprattutto, deve essere usato il meno possibile

Passata la prima metà della gravidanza la futura mamma pensa all’acquisto del “reggiseno da allattamento”, che si differenzia dagli altri perché di tessuto non operato e munito di classiche finestrelle oppure apribile su davanti.

Quando il sostegno è necessario
Sappiamo che nelle società più povere e meno occidentalizzate, dove l’allattamento è praticato largamente e a lungo, tale indumento non esiste, nemmeno in una sua forma più rudimentale di fascia. Le donne hanno le mammelle esposte al sole e all’aria, e così lavorano dentro e fuori le capanne. Documentari e reportage ci mostra le immagini di seni penduli, che sono però perfettamente funzionali: in queste società solo l’1% delle donne non riesce veramente ad allattare. L’aspetto poco “estetico” di questi seni è stato collegato proprio al mancato uso di un sostegno adatto, il reggiseno appunto. In realtà l’allungamento delle mammelle è legata a fattori genetici e, probabilmente, in queste società meno sviluppate, a certi lavori pesanti, come quello di pestare il miglio in enormi mortai, con forza e per ore, sollevando lunghi bastoni con le braccia. La flaccidità, altro aspetto a noi poco gradito, è in parte legata al fenomeno d’invecchiamento dei tessuti, che si allatti o no, e in parte ai soliti fattori ereditari. A testimonianza di ciò posso riportare il caso di una donna italiana di circa trent’anni che alla fine di un allattamento ininterrotto di 9 anni (effettuando in gravidanza l’allattamento del primo e svezzandolo alla nascita del secondo e così via per un totale di tre figli), aveva seni piccoli ed “eretti”. E se i seni sono grossi? Dall’anatomia apprendiamo che se un seno medio pre-gravidanza pesa 150-200 grammi, alla fine della gravidanza quel seno peserà 200-300 grammi, e in allattamento arriverà a 300-400 grammi, con un aumento, in termini di volume, di due o tre misure Con seni molto grossi in partenza non è difficile arrivare a 600-800 grammi o più (a seno) e a soffrire quindi di dolori alla schiena, al collo, alle spalle. In questi casi, quindi, il sostegno risulta necessario.

Come contenere le perdite di latte
Altre donne trovano il reggiseno necessario per poter indossare le coppette assorbi-latte, che appunto servono a raccogliere le gocce o veri e propri spruzzi di latte che le nutrici producono per periodi variabili di tempo, fra una poppata e l’altra. Va detto però che indossare un reggiseno 24 ore su 24 non è salutare, perché, per quanto bene possa essere fatto, un reggiseno rappresenta comunque una costrizione alla nostra anatomia, un ostacolo al drenaggio linfatico e vascolare. Quindi di notte molte donne hanno risolto il problema delle perdite inventando un sistema comodo, economico ed igienico, indossando una canotta corta di cotone sufficientemente elastico, che arrotolano sotto il seno dopo essersi piegate col busto in avanti. In tal modo le perdite di latte si spandono sul tessuto e si asciugano , mentre al mattino dopo si può cambiare indumento (o indossare un reggiseno vero e proprio).

L’allattamento e l’attività sportiva
Se siete atlete che allattano, già saprete che i seni possono riportare contusioni durante la pratica di sport a semi contatto fisico come la pallavolo, o per l’impatto di palle come nel tennis o altri giochi. Possono inoltre sobbalzare dolorosamente durante gli esercizi aerobici. In questi casi sono utilissimi i reggiseno sportivi, di giusta misura e di un buon tessuto elastico. Molte donne ne indossano uno sotto, e un top elastico sportivo al di sopra. L’importante è che non lascino segni di compressione sulla pelle.

Il reggiseno ed il rischio mastite
Una ricerca scientifica condotta nel 1998 ha evidenziato il reggiseno troppo stretto come fattore di rischio di mastite per le donne che allattavano la prima volta e di ostruzione duttale (quando cioè uno dei canalicoli che portano il latte ai capezzoli si tappa, causando gonfiore e dolore) per le donne già esperte in allattamento. Si consiglia perciò di non indossare alcun reggiseno la prima settimana dopo il parto, quando il rischio di mastite è più alto. Fra gli altri vantaggi c’è quello immenso di mantenere il contatto-pelle-a-pelle in questi primi giorni quando è essenziale imparare ad attaccare bene i piccoli al seno. Inoltre si sconsiglia di indossare il reggiseno di notte anche dopo la prima settimana, perché mentre si riposa in una stessa posizione per diverse ore la pressione esercitata dalle cuciture, dalle coppette assorbi-latte o da un indumento che diventa improvvisamente stretto – il seno si gonfia fra le poppate nel primo mese – possono causare un’infiammazione locale e il successivo rallentamento del flusso di latte. Per le stesse ragioni sono da evitare i reggiseno “a balconcino” a causa del sottostante “ferretto” che nuoce alla ghiandola mammaria in attività (e probabilmente anche quella a riposo).

Guida pratica all’acquisto
In conclusione, dunque, il reggiseno da allattamento serve solo in alcuni casi (seni molto grandi; attività sportiva), non va sempre indossato (non la prima settimana; non la notte) e non è indispensabile (si possono usare top elastici; vecchi reggiseno ritagliati all’apice per lasciare “respirare” i capezzoli; normali reggiseno elastici senza ferretto che si sollevano facilmente).
In caso di necessità, però,come si può scegliere un buon reggiseno per l’allattamento?
Innanzitutto deve avere una coppa profonda. Per effetto della moda, che si espande dal suo territorio usuale a quello più speciale delle mamme in gravidanza/allattamento, vengono prodotti reggiseno d’allattamento che tendono a portare il seno verso l’ alto (push up) tramite cuciture diagonali o verticali, deformando o comprimendo punti delicati della cute e della sottostante ghiandola mammaria. Negli ultimi 10-20 anni inoltre le dimensioni delle mammelle sono aumentate (ormoni? ereditarietà? alimentazione carnea? aumento del peso corporeo?), come ben sa l’industria manifatturiera di reggiseno. Per entrambi questi motivi, se proprio si deve acquistare questo indumento, è bene scegliere un reggiseno che abbia una coppa profonda, cioè in grado di accogliere comodamente la mammella, che sia di cotone elastico, che sia facilmente apribile davanti o munito di finestre sganciabili con una mano.

 

Dott.ssa M. Ersilia Armeni
Pediatra, neonatologo, Consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC

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