
La pelle del neonato è molto delicata ed il caldo di queste settimane aumenta il rischio di arrossamenti: vediamo quali sono le cause e i rimedi per questo fastidioso disturbo.
“Come la pelle di un neonato” è un’espressione oramai proverbiale per indicare una pelle liscia, vellutata e morbida. A queste qualità vanno però associate anche la delicatezza e la vulnerabilità che caratterizzano la pelle del bambino, soggetta dunque facilmente ad arrossamenti ed irritazioni – soprattutto in certe zone “a rischio” – causate da agenti esterni o interni. Irritazioni che non rappresentano vere e proprie patologie, ma che sono fastidiosissime per il piccolo e creano apprensione nelle mamme.
La causa dell’arrossamento delle parti intime è stata sempre attribuita solo al pannolino, tant’è che questa affezione è conosciuta come dermatite da pannolino, rossore da pannolino, o eritema da pannolino. In realtà, questo rossore è dovuto a un’infiammazione cutanea causata da una reazione della pelle alle sostanze chimiche e agli enzimi presenti nelle feci e nelle urine, associata all’accumulo di calore che questi materiali di scarto generano, nonostante l’efficacia delle nuove generazioni di prodotti per neonati sempre più filtranti e specializzati nel garantire la sensazione di asciutto anche dopo pipì ultra! La cute dell’area interessata si presenta rossa e irritata e ciò provoca dolore e fastidio al bebè.
L’arrossamento da pannolino è un fenomeno abbastanza diffuso e si può verificare per tutto il periodo in cui il bambino utilizza il pannolino, ma in genere le infiammazioni diventano più frequenti dopo i sei mesi. Questo accade (e qui l’attribuzione della causa dell’eritema al solo pannolino cade) poiché con lo svezzamento l’alimentazione diventa più ricca e varia e sia le feci che la pipì del bambino diventano più acide. Inoltre con il secondo semestre di vita ha anche inizio la dentizione, che comporta una momentanea diminuzione delle difese immunitarie del piccolo, e che può essere accompagnata da arrossamenti e irritazioni della zona genitale.
La prevenzione
Per prevenire questi arrossamenti basta seguire alcune semplici regole:
Cure e rimedi
Se la pelle viene curata in modo scrupoloso, l’irritazione dovrebbe migliorare nell’arco di due o tre giorni e risolversi completamente nei giorni successivi. Ma se il rossore non passa, anzi durante il cambio si notano strani gonfiori, bollicine e secrezioni anomale, conviene evitare la tentazione della “cura fai da te”, sperimentare pomate antibiotiche e medicine consigliate dalle amiche e rivolgersi piuttosto al pediatra, che individuerà la vera causa dell’infiammazione (alimentazione, infezione micotica, allergia) e proporrà la cura più adatta.
Altra causa di arrossamento della pelle è il caldo: la sudamina è uno sfogo dell’epidermide provocato dai sali e dagli acidi organici eliminati attraverso il sudore. Il contatto prolungato con queste sostanze provoca rossore e irritazioni. L’eruzione cutanea è caratterizzata da aree arrossate con piccole bollicine e le zone più colpite sono la testa, il collo e la parte alta del torace. In genere la sudamina si verifica dopo l’esposizione al sole, nelle giornate molto calde e umide, in corso di febbre o in seguito ad un eccessivo riscaldamento dovuto ai troppi vestiti o alla permanenza in un ambiente molto caldo. Per cercare di evitare questo disturbo si deve lasciare il bambino il più possibile nudo, o coprirlo poco e sempre con indumenti in fibre naturali, come il cotone e il lino.
Il trattamento per la sudamina è diretto ad alleviare il disagio: il rimedio migliore consiste nel raffreddare con impacchi di acqua tiepida e bicarbonato l’area interessata e successivamente di asciugare la pelle delicatamente senza strofinare. E’ consigliato anche eliminare dalla dieta del bambino grassi e dolci per tutta la durata dell’eruzione, perché questi alimenti possono aumentare il calore interno e aggravare la reazione cutanea.
Angela Salini