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I piccoli inconvenienti da poppata

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Singhiozzo, ruttino, rigurgito, reflusso: dopo il pasto i neonati possono avere piccoli disturbi del tutto normali e destinati ad attenuarsi con il tempo. Ecco come prevenirli e come risolverli.

La poppata è finita e il piccolo dorme dolce e beato tra le braccia della mamma. Tutto è andato liscio, ma ecco che improvvisamente si innervosisce: rigurgita un po’ di latte, ha il singhiozzo, non riesce a fare il ruttino. La mamma si agita subito: che cosa ha? Avrà mangiato troppo? Sarà allergico? Niente paura: il più delle volte questi sono timori ingiustificati perché singhiozzo, rigurgito e ruttino sono dei fastidi “tipici” e molto comuni nei primi mesi di vita del bambino. Vediamo insieme cosa sono nello specifico questi disturbi e cosa fare per prevenirli.

Il singhiozzo
una reazione dovuta a una contrazione involontaria del diaframma, il muscolo orizzontale che separa gli organi del torace da quelli dell’addome e che ha una funzione molto importante nella respirazione.
Il passaggio dell’aria attraverso le corde vocali è la causa del caratteristico suono del singhiozzo.
Il singhiozzo è molto comune nei lattanti e può essere causato da un po’ di latte che risalendo dallo stomaco all’esofago, bagna le terminazioni nervose del diaframma che si irrita e origina così la contrazione. In realtà il singhiozzo preoccupa più la mamma che il bambino, quindi non ha senso combatterlo a tutti i costi, perché in genere questo piccolo disturbo si risolve da solo in pochi minuti. Quello che si deve fare è favorire il ritorno a una respirazione regolare: per fare questo è bene tenere il bambino con la schiena ben eretta e stimolare la deglutizione naturale.
Se il singhiozzo compare durante la poppata è sufficiente attaccare di nuovo il bimbo al seno o al biberon, perché il ritmo regolare con il quale il neonato deglutisce il latte aiuta a regolarizzare la sua respirazione facendo passare il disturbo.
Se invece il singhiozzo persiste, si può offrire al piccolo un sorso di acqua zuccherata oppure poche gocce di limone e tenerlo in posizione verticale. Per prevenire il disturbo si può offrire il latte al bebè solo quando è calmo e soprattutto non aspettare che abbia una fame esagerata: la voracità con cui succhierebbe gli farebbe inghiottire tanta aria e ciò aumenterebbe il singhiozzo.

Il ruttino
Durante la poppata il bambino insieme al latte manda giù anche aria che in seguito deve mandare fuori per sentirsi bene. Nell’estremità superiore dello stomaco si forma così la bolla gastrica, una bolla d’aria che si muove quando inizia la digestione. L’aria in eccesso nello stomaco può dare al bambino la sensazione di sazietà e può spingerlo a interrompere il pasto: in questo caso è consigliabile fargli fare il ruttino, così che eliminando l’aria ingerita, possa riprendere poi a succhiare e terminare la poppata. Se invece il piccolo continua a succhiare non occorre interrompere la poppata per fargli fare il ruttino, se necessario lo farà dopo.
Per stimolare il ruttino, per 10 -15 minuti, si può tenere il piccolo in braccio in posizione verticale in modo che la sua testa sia ben sostenuta dalla spalla della mamma, e con l’altra mano dare qualche delicato e ritmico colpetto sulla schiena.
Il ruttino non è “obbligatorio”, né un segnale di benessere (ruttino=digestione), quindi se il bebè non riesce a farlo non c’è da preoccuparsi: ogni bambino è un caso a sé e ci sono anche bambini che non lo fanno alla fine di ogni pasto.

Il rigurgito
E’ un fatto meccanico che succede subito o poco dopo la poppata con l’emissione di un piccolo fiotto di latte. E’ provocato dalla immaturità del cardias, la valvola che regola il passaggio del cibo fra l’esofago e lo stomaco. Nei primi mesi di vita questa valvola non si chiude perfettamente e lascia risalire, anche più volte al giorno, il contenuto dello stomaco verso l’esofago.
Quasi tutti i bebè, chi più chi meno, soffrono di rigurgito, ma data la quantità minima di latte emesso (non ancora digerito) non è nulla di preoccupante. Il disturbo compare spesso dopo il ruttino, perché l’espulsione della bolla d’aria che si è formata nello stomaco può provocare la risalita del latte. Per prevenire il disturbo il bambino non dovrebbe poppare in posizione orizzontale, nè dovrebbe essere coricato o sballottato subito dopo la poppata. Se si allatta artificialmente oggi esistono dei biberon anti-rigurgito, con tettarelle che non incamerano l’aria e che lasciano passare solo il latte.

Il reflusso
Se invece il cardias è molto debole e immaturo tanto da perdere del tutto la capacità di chiusura dall’esofago allo stomaco, si parla di reflusso gastro-esofageo, un rigurgito più frequente e fastidioso. A differenza del rigurgito crea disagio al neonato perché provoca l’espulsione violenta di latte già digerito da tempo e quindi acido. Il vomito potrebbe essere dovuto all’aria ingurgitata durante la poppata, l’espulsione della quale provoca la risalita di tutto il latte e lo svuotamento dello stomaco.
In genere scompare entro il primo anno di vita, ma per diminuire il disagio che provoca, si può evitare di dare liquidi al neonato (acqua, tè o camomilla) e di offrirgli al contrario un latte più denso, aggiungendo per esempio molta crema di riso.
Se è occasionale e il bambino appare comunque di buon umore, se è vivace, ha un sonno tranquillo e succhia sempre con piacere, non c’è da preoccuparsi. Se invece il vomito è frequente e il bambino aumenta poco, oppure si accompagna a febbre o a diarrea, è bene sentire il parere del pediatra.

 

Angela Salini

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