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A passeggio con il freddo

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Anche nelle giornate più fredde i bambini hanno diritto ad uscire di casa: vediamo come organizzarsi

Il freddo è alle porte, ma non facciamoci scoraggiare dalle temperature e da nasini rossi. E non facciamoci assalire dalla tentazione di coprire i piccoli con coperte di pile, perché il freddo non è nemico dei bambini. Uscire all’aria aperta, godere dei raggi del sole nelle ore calde, essere immersi in un ambiente diverso da quello casalingo, fa bene al bambino, alla sua crescita fisica e al suo sviluppo cognitivo.

Ecco perché la passeggiata fa bene
I bambini adorano la passeggiata quotidiana. All’aria aperta il bambino vive esperienze stimolanti, come quelle suscitate dalle luci, dalle ombre e dai colori. Scopre nuovi odori e nuovi rumori, può respirare aria fresca. Una qualità dell’aria che è difficile, in questo periodo dell’anno, trovare in casa, con finestre chiuse, riscaldamenti accesi e un calore secco che inaridisce le mucose, rendendole più vulnerabili all’attacco dei germi. Quando piove poi non fa mai troppo freddo e l’aria è più pulita. Mentre nelle giornate più belle, l’esposizione al sole è un vero e proprio toccasana. I raggi ultravioletti, infatti, stimolano la produzione da parte dell’organismo della vitamina D (detta anche antirachitica), fondamentale per l’assorbimento del calcio e per un corretto sviluppo delle ossa dei piccoli. Questa importante vitamina si assorbe in parte attraverso alcuni alimenti, come il latte, il burro, le uova e la carne, in parte viene sintetizzata dall’organismo, ma essa si forma grazie al sole, vale a dire solo attraverso l’esposizione ai raggi ultravioletti si compie il processo che trasforma la provitamina D in vitamina attiva. Dunque godere della luce solare anche in inverno è molto importante per lo sviluppo del nostro bambino, per lo sviluppo delle sue ossa ma anche per l’umore: il sole, infatti, contribuisce anche alla produzione di neurotrasmettitori come la serotonina, una sostanza del cervello che presiede alla regolazione dell’umore, del sonno e dell’appetito. Perciò anche se il bambino ha pochi mesi non rinunciamo a questo appuntamento quotidiano, che anche per la mamma può diventare un’occasione per staccare dagli impegni, rilassandosi e distraendosi, e per incontrare altri genitori con cui scambiare esperienze e riflessioni. Ma ora vediamo insieme alcune indicazioni da seguire per uscire con il nostro bambino.

Scegliete le ore più calde e state lontano dal traffico
In questa stagione possiamo approfittare delle ore più calde della giornata, nel primo pomeriggio, per fare una passeggiata. Se la giornata è fredda o avete poco tempo, basterà anche una breve uscita, dato che noi camminando ci riscaldiamo, ma il nostro bambino è fermo e potrebbe sentire freddo. Per quanto riguarda poi il luogo della passeggiata, è importante evitare le zone troppo trafficate. Quando si cammina per strada con il passeggino il piccolo si ritrova infatti proprio all’altezza dei gas di scarico ed il rischio di una irritazione alle vie respiratorie va evitato. Parchi o zone verdi invece sono, dunque, le zone più indicate.

Puntate sull’abbigliamento a strati
In autunno temperature e climi sono molto variabili, perciò vale il vecchio consiglio dell’abbigliamento “a cipolla”, ovvero a strati. In tal modo si potrà vestire o spogliare il bimbo a seconda delle esigenze. Coprire eccessivamente il piccolo è sbagliato perché si impedisce alla sua pelle di traspirare correttamente; troppi vestiti poi sono un impedimento ai suoi movimenti che richiedono invece la massima libertà; inoltre il bambino si abitua a una temperatura piuttosto alta e facilmente potrà diventare freddoloso.
Per coprire il bambino meglio scegliere vestitini di tessuti naturali, come il cotone e la lana, che lasciano traspirare bene la pelle e permettono uno scambio termico con l’esterno. Per poter uscire, all’abbigliamento che il bambino ha in casa si deve aggiungere la tuta imbottita, solitamente completa di piedini e di manopoline. Si può anche ricorrere ai pratici sacchi imbottiti di piumino, comodi da usare e adatti anche alle più basse temperature. Quando si esce di casa è d’obbligo, per il piccolo, indossare un cappellino e una sciarpa, soprattutto se la giornata è un po’ ventosa. E’ il vento, infatti, a incidere più di tutto sulla salute del bimbo, perché fa percepire maggiormente il freddo raffreddando velocemente la superficie corporea e perché le folate possono irritare la pelle e gli occhi e possono compromettere le vie ciliari che rivestono e difendono le vie respiratorie dall’aggressione di virus e batteri presenti nell’aria.
Se poi nel corso della passeggiata si decide di entrare in un luogo chiuso e riscaldato, anche solo per pochi minuti, sarà opportuno togliere al bimbo gli indumenti più pesanti per non farlo sudare.
In auto è bene sbottonare la giacca o la tutina impermeabile che avete infilato al bambino uscendo di casa, togliere guantini e cappello e tenere basso il riscaldamento dell’auto. Badate, inoltre, a non aprire il finestrino dell’auto nel corso del viaggio: il bambino, seduto sul sedile posteriore, potrebbe improvvisamente trovarsi in mezzo alla corrente d’aria. E sono appunto le correnti d’aria il maggior nemico della salute dei più piccoli.

Come capire se il piccolo ha freddo
I bambini, come gli adulti, hanno un meccanismo di termoregolazione che gli permette di adattarsi alle temperature, ma che non funziona ancora a dovere, infatti hanno uno strato di grasso non ancora sviluppato pienamente che non gli consente di ritenere a lungo il calore prodotto dal corpo e che si disperde maggiormente attraverso la superficie epidermica. Perciò i nostri piccoli sono più sensibili alle temperature. Basterà pensare che quando noi stessi percepiamo caldo o freddo, loro avvertiranno queste sensazioni in maniera più intensa. Dunque se vogliamo assicurarci che il piccolo stia bene controlliamo che il suo corpo sia tiepido. Ma evitiamo di toccare manine e piedini, che tendono a essere freddi perché il calore si concentra negli organi interni, piuttosto tocchiamo collo e fronte, che sono indicatori più attendibili.

 

Agnese Moghetti

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