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In viaggio tra i castelli

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Se volete incontrare un fantasma “vero” ecco un insolito tour tra gli antichi manieri di Parma e Piacenza

Cosa c’è di più affascinante e divertente dello scoprire gli antichi castelli in compagnia di alcuni dei loro ex abitanti? L’itinerario I castelli? Visitiamoli con lo spirito giusto, invita i viaggiatori grandi e piccini alla scoperta degli antichi manieri e dei piccoli borghi del Ducato di Parma e Piacenza, nei quali, giurano alla Pro Loco, si aggirano ancora i fantasmi. L’occasione è ghiotta, anche perché a partire dall’8 febbraio e fino a settembre, in occasione delle celebrazioni dedicate al pittore Parmigianino nel V centenario della nascita, si potrà approfittare dell’itinerario proposto dalla provincia di Parma e dalla Regione Emilia Romagna: si intitola Le arti e le corti e prevede la visita di ben dodici tra castelli e ville, grazie alla quale si potranno scoprire e conoscere meglio i tesori d’arte e di storia custoditi nelle antiche dimore e incontrare, non si sa mai, qualche fantasma che di solito non si concede al pubblico dei turisti.
Gli spiriti, lo sanno anche i più piccini, si aggirano ancora sulla terra ed in particolare nei luoghi in cui hanno vissuto, perché per qualche ragione non hanno interrotto completamente il loro legame con la vita terrena e non riescono a riposare in pace. Spesso questo accade a causa di morti violente o in giovane età oppure, ancora, quando hanno una missione da portare a termine. Così i “fantasmi”si rendono manifesti agli esseri umani e cercano di comunicare con loro in molti modi diversi, spostando gli oggetti o emettendo dei suoni e qualche volta… appaiono! Tra i castelli di Parma c’è un po’ di tutto questo.

Nel piccolo borgo medievale di Rivalta ad esempio pare che si aggiri ancora lo spirito del cuoco Giuseppe, che nel Settecento morì pugnalato e poi strangolato ed infine venne gettato in un pozzo e poi ritrovato. Il povero cuoco, testimonia il Conte Orazio Zanardi Landi, fa sentire la sua presenza ancora oggi in maniera un po’ rumorosa, con suoni che ricordano “un pestare di bistecche”, e verso la mezzanotte accende e spegne le luci o si diverte a far entrare in funzione all’improvviso gli elettrodomestici presenti in casa, anche di fronte ad ospiti illustri come la Principessa Margareth d’Inghilterra.

A Soragna, lo spirito inquieto è quello di una povera donna, Cassandra Marinoni, detta donna Cenerina, moglie del Marchese Diofebo II Meli Lupi . La sventurata fu uccisa nel 1573 con la sorella Lucrezia, per ordine del cognato Giulio Anguissola dai suoi soldati. Dal momento che questo efferato delitto non fu mai punito, lo spirito della donna ancora oggi si manifesta ai presenti, soprattutto in occasione di circostanze sgradevoli e dolorose che riguardano gli attuali proprietari, come se fosse in grado di prevedere gli eventi tristi.

A Montechiarugolo, invece, si sente ancora la presenza della Fata Bema che vi giunse nel 1593. La giovane che leggeva la mano e prediceva il futuro ai signorotti e agli abitanti dei paesi in cui si recava, ebbe la sventura di incontrare Ranuccio I che, temendo tutto ciò che aveva a che fare con la magia, cominciò a perseguitarla e la fece persino arrestare. Nonostante tentativi di fughe ed avventure di vario genere, la giovane morì proprio a Montechiarugolo, dove la sua triste sorte viene ancora ricordata dalla gente del paese che la considera un fantasma gentile prodigo di consigli per le fanciulle in procinto di sposarsi.

Ad Agazzano, si aggira il conte Piermaria Scotti detto “Il Buso”. Un tempo , nel 1514 era padrone del Castello, ma Astorre Visconti e Giovanni da Birago , lo uccisero per impadronirsene. Evidentemente non rassegnato a lasciare la sua casa, pare che egli ancora vaghi tra le mura del castello, e che, a volte, corra agitando la sua spada ed emettendo grida. Quando finalmente scompare si odono ancora i suoi lamenti. Chi lo ha visto tuttavia non lo teme, lo descrive come una figura imponente ma dall’apparenza non bellicosa. Sembra che sia alto e che indossi una corazza scura e pantaloni di pelle, ai piedi stivali, ed in testa un elmo con una penna azzurra e, come ogni uomo d’arme che si rispetti, ha la spada in mano.

A Gropparello si è consumata un’altra tragica vicenda, e le mura del castello ancora restituiscono i lamenti della sventurata, Rosania Fulgosio. La sua vicenda risalirebbe addirittura al 1200, quando accusata dal marito Pietrone da Cagnano di tradirlo con Lancillotto Anguissola, fu murata viva, da qualche parte nelle fondamenta del maniero.

Anche il Castello Bardi custodisce tra le sue mura lo spirito del protagonista di una triste storia d’amore: il fantasma di Moroello. Tutto accadde alla fine del 1400 quando ad un cavaliere non era permesso amare la giovane castellana Soleste. Il soldato non potendo coronare il suo sogno partì per la guerra, ma l’epilogo, come per Giuletta e Romeo, fu tragico, la giovane Soleste, infatti, disperata, credendolo morto, si tolse la vita gettandosi dalle mura del castello e Moroello, che invece tornava vittorioso, disperato decise di raggiungerla nel suo sonno eterno. Il giovane suicida, tuttavia, non ha ancora trovato pace e sembra che sia stato anche fotografato da due parapsicologi di Bologna che grazie a particolari apparecchi e ad una macchina fotografica, ne hanno rilevato la presenza. Sarà dunque il caso, suggeriscono gli abitanti del posto, di non scordare a casa la Polaroid.
Per informazioni e per ricevere gratuitamente i depliant: Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, Fontanellato (PR), Tel. 0521/82.90.55

In Rete:
I Castelli del Ducato di Parma e Piacenza

 

Elena Paloscia

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