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I dubbi sul super yo-yo

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Respinta la richiesta di sequestro del giocattolo: “Waterball” può esser venduto, ma sarà bene vigilare

In Francia si chiama “Water Yo-yo”, in Inghilterra “Yo-ball”, in Italia “Waterball”. Il nome è diverso ma il dubbio è lo stesso: il super yo-yo, tanto di moda in questi mesi, può rappresentare un pericolo per i bambini che lo utilizzano? In Francia il nuovo giocattolo è finito fuori mercato, in Inghilterra è stato sequestrato, In Italia è al centro di indagini e verifiche.

In apparenza il giocattolo del momento, che in Italia sarebbe già stato venduto in un milione di pezzi, non sembra particolarmente pericoloso. Si tratta di una pallina di plastica ripiena di liquido gelatinoso attaccata ad un laccio elastico: come uno yo-yo si lancia e come uno yo-yo, grazie al laccio elastico, torna indietro. Ma proprio il meccanismo del gioco è finito sotto accusa.
A lanciare l’allarme nel nostro Paese è stato il Codacons, battagliera associazione dei consumatori che, già a fine marzo, ha segnalato alla procura di Milano la pericolosità del giocattolo ricordando il provvedimento preso in Francia dopo che due ragazzini avevano rischiato il soffocamento per colpa del laccio elastico dello yo-yo che si era attorcigliato intorno al collo.

La Procura di Milano ha avviato accertamenti eseguiti attraverso la polizia giudiziaria e i carabinieri del Nas ed il 28 aprile scorso il sostituto procuratore Giulio Benedetti ha chiesto al giudice per le indagini preliminari il sequestro preventivo su tutto il territorio nazionale del “waterball”. Nella sua richiesta, il sostituto procuratore Giulio Benedetti, ha ricordato che “due bambini hanno rischiato il soffocamento per colpa del laccio elastico che si allunga e si accorcia velocemente attorcigliandosi intorno al collo dei bimbi” ed ha sollevato dubbi sulla resistenza della pallina. “La sfera morbida – scrive il magistrato della Procura milanese – è piena di sostanza gelatinosa posta all’estremità del filo che si rompe con estrema facilità, facendo uscire il liquido”. “Un gioco pericoloso – sostiene Benedetti – che non risponde alle più elementari norme di sicurezza”. Il procedimento contro ignoti ipotizza il reato di frode in commercio e la violazione della normativa europea sulla sicurezza. Nel corso degli accertamenti, infatti, uno dei grossisti italiani del giocattolo non era stato in grado di fornire ai Carabinieri del Nas la documentazione riguardante il marchio “Ce”.

Mercoledì scorso il giudice per le indagini preliminari della Procura di Milano, Antonio Corte, ha respinto la richiesta di sequestro preventivo del giocattolo. Esaminati gli atti dell’inchiesta il giudice ha ritenuto che gli elementi raccolti non sono sufficienti a far emergere la pericolosità dei super yo-yo. Gli episodi accaduti in Francia sarebbero stati citati dal sostituto procuratore solo sulla base di informazioni giornalistiche ed anche il fatto che il grossista sia stato trovato privo della documentazione relativa al marchio “Ce” non prova che la documentazione non esista, perché potrebbe essere comunque in possesso del produttore del giocattolo. Il giudice per le indagini preliminari ha dunque invitato il sostituto procuratore ad approfondire le indagini, avviando nuove verifiche sulla pericolosità. Verifiche che sarebbero già partite. Nel frattempo “Waterball” rimane in commercio e può essere regolarmente venduto. In attesa di sviluppi i dubbi rimangono. E poiché i dubbi riguardano la sicurezza dei nostri figli, sarà bene vigilare.

 

Matteo De Matteis

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