Il grigio del manto non piaceva più a Gigio e Palla e la primavera decise di premiare la loro fantasia
La primavera era oramai già sbocciata, e in una serata tiepida e rischiarata dalla Luna due piccoli topolini grigi, Gigio e Palla, una coppia affiatatissima, da tempo unita da un grande e profondo amore, decisero di tenere consiglio nel granaio della fattoria.
“Nei campi, nei prati e nei giardini è tutto un gran fiorire di colori e profumi, l’inverno è oramai finito!” dichiarano a gran voce mentre tutto l’uditorio di piccoli topolini pendeva letteralmente dalle loro labbra. “Tutti gli uccelli cambiano le piume, fanno i loro nidi e gli alberi sono in fiore, i ciliegi e i peschi del frutteto sono tutti rosa, ora! E a noi, malgrado il sole – proseguirono nel loro proclama Gigio e Palla – il pelo resta inconfondibilmente opaco”. “Da cosa può dipendere questo?” si chiesero tutti guardandosi con più attenzione del solito “Forse perché i semi che noi mangiamo hanno sempre un’aria così triste? Io ho visto il contadino portare ogni sorta di concime agli alberi e alle piante, dare acqua ai suoi fiori” precisò Gigio. “Anche noi dobbiamo trovare qualcosa di nuovo per salutare la bellezza della primavera e comunicare con la natura!”.
Nella grande casa di fianco al granaio, in un grande spazio pieno di sole, viveva un pittore che ogni giorno apriva delle scatole e dei tubetti di tutti i colori e li mescolava sulla sua tavolozza. Successivamente ci intingeva i suoi pennelli che poi passava su una grande tela bianca; qui comparivano le guance rosa e gli occhi blu di una bella bambina; là, una locomotiva grigia in una bella stazione gialla o anche una grande coppa piena d’ogni tipo di frutta. Che belle macchie di colore, piene di allegria e così brillanti su quella tela bianca!
Dopo aver riflettuto un attimo, Gigio disse a Palla: “Devi sapere che nella casa qui vicino, quella con tutti i vetri colorati, vive un uomo che ha sul tavolo tutti i colori dei fiori, dei campi, dei prati e dei giardini in primavera! Io mi sono avvicinato un paio di volte per prendere dal tavolo una briciola di pane o una crosta di formaggio del suo pranzo, mentre lui era girato. E se noi portassimo da lui qualcuno dei nostri semi per intingerli nei suoi colori? Avrebbero certo un aspetto migliore…e forse anche noi! Noi non correremo nessun pericolo, non ci sono gatti in giro e io conosco perfettamente la strada da seguire per entrare ed uscire senza farsi notare. Non aver paura!”. Palla rimase perplesso per un attimo, perché dover ribaltare le regole già scritte della Natura: se i topi fossero dovuti essere più colorati, non sarebbero stati dotati di un “manto” diverso dal classico grigio? Ma l’entusiasmo di Gigio lo contagiò irrimediabilmente. Tutto sommato, chi non usa un po’ di intraprendenza nella vita, provando a sovvertire regole che sembrano granitiche e inviolabili, non potrà neanche sapere se è possibile migliorare la propria condizione che, spesso, non regala alcun entusiasmo.
Presto fatto! Dopo molti andirivieni tra il granaio e lo studio del pittore, il grano diventò viola, i semi d’avena blu, quelli d’orzo azzurri, quelli di miglio gialli, le briciole di pane arancione e le croste di formaggio rosse come dei pomodori! Che gioia! Il sole, dietro i vetri dello studio, spalancava gli occhi per non perdere niente della festa.
Una volta terminato il banchetto, Gigio e Palla, sazi e felici, approfittando dell’assenza del padrone di casa, si addormentarono al calduccio in un buco della poltrona.
Poco tempo dopo, ci fu un grande scompiglio nel granaio della fattoria…Tutti i topi corsero ovunque per comunicare la sorprendente notizia! E c’era chi si affrettava, chi spingeva, con esclamazioni di stupore!
Arrivarono dalle fattorie vicine, dal mulino e dal castello! Non c’erano scuse per mancare ad avvenimento di tale portata. Ognuno sarebbe stato orgoglioso di poter dire un giorno ai suoi figli: “Questo è successo nel granaio della vecchia fattoria ed io ero presente!”
Che cosa era successo dunque?
I nostri due piccoli topi grigi, meravigliati, avevano messo al mondo tanti piccoli topolini di tutti i colori dell’arcobaleno, così simili ai colori dei fiori e della primavera che vennero battezzati: Allegra, Bocciolo e Brillante.
Giancarlo Strocchia