Capitolo I
10 Novembre 2011
Ogni volta che nasce una vita il cielo sorride
10 Novembre 2011

La piccola lumaca Va…lentina

Le altre la chiamano Lumacolla perché è la più pigra del villaggio, ma, per amore, compie un miracolo

Valentina era una giovane lumaca di Lumacopoli, uno dei più grandi villaggi abitato da sole lumache.
Era la più lenta tra le lumache e per questo tutti la chiamavano Lumacolla, proprio perché era talmente pigra che non si staccava mai dal posto in cui si trovava. Non era la sola ad avere un soprannome. Infatti, tra i suoi amici c’era Lumacella, un tipo un po’ pericoloso che era stato in prigione, la poetessa Lumarima e l’astrologa Lumastella. Valentina, nonostante avesse il problema della lentezza, era molto corteggiata, in particolare da Lumarpione e da Lumartello, che le faceva dichiarazioni d’amore con una certa insistenza. Però, Valentina non ricambiava affatto i sentimenti di questi due, il suo interesse era tutto rivolto a Lumacone, che era pieno di fidanzate e aveva sempre trattato Valentina con indifferenza per il difetto della eccessiva lentezza.
Lumaschietto, il tipo più sincero del villaggio, aveva detto chiaramente a Valentina che non avrebbe avuto speranze fino a quando il suo andamento non si fosse velocizzato.
Valentina era disperata, ma non voleva arrendersi, così, chiese consiglio a Lumaestro, il saggio di Lumacopoli. Lumaestro le suggerì di partecipare alle Olimpiadi delle lumache che si sarebbero svolte di lì a poco, sfruttando un trucco strabiliante. Con l’aiuto del forzuto Lumaciste, riuscirono ad estrarre da una grandissima pianta un olio speciale con cui Valentina si sarebbe cosparsa per essere più scivolosa e veloce. Con questo accorgimento riuscì davvero a vincere le Olimpiadi e ad attirare l’attenzione di Lumacone, che desiderò conoscerla. La invitò prima a vedere un film d’orrore dal titolo “Lumacello” e poi a mangiare al “Lattuga”, il migliore ristorante di Lumacopoli.
Valentina conquistò, così, l’amore di Lumacone e il rispetto degli abitanti del suo villaggio, però non perse mai il soprannome di Lumacolla.

 

Gaetano Franzese

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