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La maschera incompresa

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Un vestito di Carnevale troppo originale, la tristezza di Maurizio e una bella sorpresa nel finale

Maurizio era un bambino bellissimo. Una gioia per i suoi genitori quando nacque. Aveva dei capelli neri e un caschetto che gli copriva gli occhi grandi e buoni. Maurizio amava molto partecipare alle feste, nonostante fosse timido e di poche parole. Aspettava con ansia le occasioni in cui si poteva ridere e scherzare e convinceva i genitori a farsi portare a tutte le feste che si organizzavano in paese. Ma, la festa che preferiva era quella del Carnevale, era così contento di vedere le persone in maschera, per non parlare dei carri allegorici che ogni anno sfilavano a due passi da casa sua. Le stelle filanti e i coriandoli lo facevano letteralmente impazzire, si capiva dal modo in cui i suoi occhi si illuminavano. Ogni anno, Maurizio chiedeva alla mamma di potersi mascherare, ma la risposta che riceveva era sempre la stessa: “I soldi che guadagna papà sono pochi e non ci possiamo permettere questa spesa, ma ti prometto di portarti in giro a vedere il paese che fa festa”. Così il piccolo doveva, ogni volta, accontentarsi di guardare le fantasiose maschere indossate dai suoi compaesani.
Finché, un anno, nel giorno di Carnevale, la sua scuola organizzò una grande festa invitando tutti i bambini a mascherarsi. Per l’ennesima volta Maurizio provò a chiedere alla madre se poteva comprargli un vestito, altrimenti sarebbe stato l’unico ad andare a scuola senza nessuna maschera.
La madre si rese conto che non poteva deludere il figlio, non voleva fargli fare brutta figura con gli altri bambini, così cominciò a pensare a come poter risolvere il problema. Ebbe improvvisamente un lampo di genio. Prese tutti i giornali che aveva in casa, riviste e quotidiani, e ricoprì gli abiti del bambino con i fogli dei giornali raccolti, poi disse orgogliosa: “Ecco, ora hai anche tu un vestito per Carnevale”. “Mamma, da cosa sono mascherato?”, replicò subito Maurizio, che non aveva capito cosa rappresentasse quello strano mascheramento. “Da edicola”, affermò con sicurezza la mamma e aggiunse: “E’ una maschera spiritosa che tutti apprezzeranno”. Il giorno della festa, invece, nessun bambino capì da cosa si fosse mascherato Maurizio. Alcuni glielo chiesero espressamente, così Maurizio cominciò a seccarsi perché la sua maschera non era stata affatto capita, né tanto meno aveva riscosso il successo che gli era stato assicurato dalla madre. Del resto le maschere degli altri bambini erano più semplici da interpretare, c’erano molti cani dalmata, principesse e clown. Il bambino, rattristato, si mise in un angolo della sala, quasi per nascondersi. Ma alla fine del party una sorpresa giunse a far tornare gioia nel cuore di Maurizio. Una delle maestre salì su un palchetto e annunciò la maschera vincitrice del premio “La maschera più originale della festa”. Il bambino che venne chiamato a ricevere il premio fu proprio Maurizio, incredulo di ciò che gli stava accadendo. I bambini che prima lo avevano preso in giro furono costretti ad andare a complimentarsi con lui. Così, attorno a Maurizio si creò un grande entusiasmo e a lui tornò il sorriso sulle labbra.

 

Gaetano Franzese

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