Anche i disabili hanno bisogno di amare, “The Sessions” è più di un film

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Anche i disabili hanno bisogno di amare, “The Sessions” è più di un film

Leggendo su di un quotidiano la recensione del film “The Sessions”, non ho potuto
fare a meno di pensare a Gabriele, nessuno sa di chi io stia parlando se non la sua
mamma.

Il film narra la storia di uno scrittore e poeta con la sfortuna di essersi
imbattuto da bimbo con il virus della poliomielite. Questo virus colpisce le fibre
muscolari rendendo di fatto uno o più gruppi muscolari inefficaci e,
conseguentemente, la perdita dell’uso di uno o più di uno dei quattro arti. Ciò che
la polio non ha minimamente intaccato è il sistema di relazione e con esso anche lo
stimolo della sessualità. Nel film Mark O’Brien è un ragazzo poliomielitico
costretto in un tubo d’acciaio ma con il desiderio di avere una donna tra le braccia
e soddisfare il suo bisogno di sessualità. Mark ha faticato non poco prima di veder
realizzato il suo desiderio, infatti, non è affatto semplice trovare una donna che
non sia una prostituta ed anche se lo fosse, che abbia il desiderio di amoreggiare
con un ragazzo disabile. A loro, persone amabili anche se disabili, possono
mancare tantissime cose o fare troppe cose come ad esempio il movimento alterato in
caso di spasticità. In una cosa sono però simili in tutto e per tutto agli altri
uomini: hanno un cuore e quindi amano ed hanno la pulsione sessuale ben conservata.

Il film ha fatto discutere non poco gli americani anche se alla fine è stato ben
accettato, di fatto ha portato alla ribalta un problema a cui pochi danno
importanza: anche i disabili sono dibattuti con il loro desiderio di amare, non
solo con la mente ma anche con il corpo. Nella pellicola viene idealizzata una
nuova figura professionale: “l’assistente sessuale” da non confondere con la
prostituta, l’assistente è disponibile solo per un ciclo di lezioni pratiche. Non
sono riuscita a capire se questa figura professionale sia una invenzione scenica o
se esista davvero.
Qualche tempo fa parlando con la mamma di Gabriele auspicavo proprio questa
possibilità, suo figlio ha compiuto 18 anni e le intime necessità stanno lasciando
il segno, ha bisogno di essere aiutato. Già la vita lo ha privato della libertà del
movimento, perché allora continuare a privarlo togliendogli anche la possibilità di
sperimentare l’amore fisico. A nessuno dovrebbe essere tolta questa possibilità.

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9 Comments

  1. anastasia ha detto:

    è un aspetto che non avevo mai tenuto in considerazione….solo ora ci penso…..

  2. raimondo ha detto:

    Effettivamente neanche io mi ero mai fermato a pensare a questo particolare aspetto della vita dei diversamente abili. Certo è un aspetto della vita non da poco. Ma come potrà fare un uomo se non ha nessuno che può accompagnarlo da qualche parte? E poi, dove potrà andare?

  3. Simona ha detto:

    È vero! Neanche io avevo mai valutato questo aspetto della disabilità.
    È tristissimo, poveri ragazzi, si aggiunge sofferenza alla sofferenza..

  4. rosalba ha detto:

    E’ vero, l’amore non si può comprare, però è possibile cercare una ragazza disposta a fare l’assistente sessuale. Certo dovrà essere per questo pagata ma in questo caso non è comprare l’amore è pagare una ragazza disponibile a questa possibile professione. Io ci proverei a cercarla.
    Il film non è ancora arrivato in Italia, penso sia in fase di doppiaggio a meno che la chiesa non lo vieti.

  5. lupa9373 ha detto:

    Fino a qualche anno fa nemmeno io avevo mai pensato a questo aspetto… poi un giorno Giorgio, mio marito, mi ha raccontato di aver parlato con il papà di un ragazzo disabile (fu investito da un’auto all’età di 4 anni e l’incidente causò gravi conseguenze a livello cerebrale)… e proprio questo signore confidò a mio marito la difficoltà nell’affrontare questa problematica e l’essere costretto a pagare delle prostitute per il figlio.

  6. lupa9373 ha detto:

    E allora Sissi è ora che qualcuno inizi a far vedere e a far pensare anche queste persone, perché “loro” esistono e hanno tutti i diritti di vivere la loro vita.

  7. anastasia ha detto:

    però ragazze, mi stavo chiedendo quale ragazza o ragazzo fosse disposto a fare un lavoro diciamo così…un po’ diverso. Mettetevi anche dalla parte di chi dovrebbe svolgere il lavoro, non so…forse non siamo pronti…

  8. rosalba ha detto:

    Sonia cara….hai idea di quante belle e giovani ragazze sulla strada ci sono??? Loro per soldi devono andare con chiunque si fermi per guadagnare 30 o al massimo 40 euro a… prestazione completa. Potrebbero fare un lavoro eticamente più pulito e privo di rischi verso malattie e malintenzionati. E’ sufficiente solo sensibilizzare l’opinione pubblica e accettare questa professione legalizzandola con tasse pagate. Che ne pensate?

  9. anastasia ha detto:

    be’ messa sotto questo aspetto diciamo che diversa e forse proponibile…..