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Impariamo il nome dei colori

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L’ingresso alla materna o alle elementari ipotizza che i bambini abbiano una buona competenza con i colori. I giochi educativi per bambini sono di aiuto ma insieme possiamo fare di più.

La vista è l’organo di senso di gran lunga meno sviluppato al momento della nascita. La maggior parte del lavoro di differenziazione delle cellule della visione viene completato entro i primi mesi di vita. A sei mesi il bambino riesce a percepire la profondità, i colori e la acuità visiva. Ad un anno i bambini sono in grado di mettere a fuoco tutto ciò che li circonda. Volendo offrire una interpretazione in chiave logica del perché, a differenza di tutti gli altri organi di senso, la vista è così lenta nel suo sviluppo, si può arguire sostenendo che il neonato deve restare concentrato su ciò di cui ha maggiormente bisogno: essere alimentato e accudito. Se il neonato avesse l’opportunità di avere già una visione chiara del mondo che lo circonda, verrebbe da questo, distratto senza ricavarne una reale utilità.

Il meccanismo della visione
L’occhio è il punto di contatto tra lo stimolo esterno e l’area del cervello deputata al riconoscimento ed alla memorizzazione dell’immagine da immagazzinare. Il raggio luminoso dell’immagine attraversa la cornea (la parte trasparente che ricopre la lente) e va a cadere direttamente nella parte più interna dell’occhio, la retina: è in questa area che prende origine il nervo ottico. Nella retina sono ospitate le cellule responsabili del riconoscimento delle immagini e sono di due diversi tipi: i coni ed i bastoncelli. I coni sono le cellule specializzate nel riconoscimento della lunghezza d’onda della luce e vedono il colore; i bastoncelli, sono cellule specializzate nel riconoscimento delle forme, e vedono il contorno delle immagini e riconoscono la luce bianca e nera consentendo altresì la possibilità di vedere al buio. I coni ed i bastoncelli hanno bisogno di essere allenati a vedere per sviluppare al meglio le loro potenzialità.

Lo sviluppo del sistema visivo

Nonostante lo sviluppo dell’occhio inizi molto presto, il suo ulteriore incremento è estremamente lento e si stabilizza soltanto dopo qualche anno. Si può dedurre quindi che i bambini inizino a vedere in modo corretto non prima dell’ottavo mese di vita. Sono circa 100 milioni, i neuroni che danno vita all’apparato visivo e miliardi di milioni sono le sinapsi che si vengono a creare. Sono davvero tante le interconnessioni tra i vari neuroni implicati nella vista. Le immagini vengono codificate per impatto visivo e comprendono: la forma, il colore, la spazialità, le ombre e la profondità, il tutto richiede un notevole lavoro di raccordo a livello di sinapsi.
La vista per poter sviluppare al meglio la propria efficienza ha bisogno di “vedere”, infatti la vista non è soltanto un fatto meccanico: l’occhio ed il nervo ottico pur ben strutturati se non ricevono lo stimolo esterno, non riescono a sviluppare per intero le proprie competenze visive. Le competenze genetiche, ovviamente giocano un ruolo molto importante ma, è soltanto attraverso l’esperienza precoce del vedere che un bambino può costruire il proprio modo di percepire le immagini ed i colori. In pratica più un bambino potrà guardare, tanto meglio si svilupperà il suo sistema visivo.
Cosa vede un neonato
Fin verso i sei mesi un bambino può vedere solo ciò che è posto a circa 20/40 cm. dai suoi occhi, ciò che percepisce sono le ombre ed i colori decisi e tra i colori, il rosso ed il verde vengono riconosciuti bene, mentre il blu decisamente meno. Entrambe le aree destinate alla visione: i coni e bastoncelli e l’area della corteccia cerebrale, sono fondamentali per lo sviluppo dell’acuità visiva ma mentre per la retina l’esperienza non ha alcuna influenza, per l’area della corteccia cerebrale, questa è di fondamentale importanza. Se un neonato fosse mantenuto per un tempo X in totale oscurità, i coni progredirebbero nel loro sviluppo normalmente mentre la corteccia cerebrale risentirebbe fortemente dell’assenza dell’ input visivo conferendo una sorta di cecità visiva ai colori ed alle forme.

Il riconoscimento dei colori
Alla nascita i neonati sono in grado di riconoscere solo i colori con lunghezza d’onda pari a 650 nm. (nanometri) ovvero, il rosso e tutte le sue sfumature, a seguire riesce a riconoscere il colore verde con 510 nm. Per ultimo il riconoscimento del colore blu pari a 480 nm. La visione a colori è limitata per molte ragioni, la principale di queste è da rapportare alla immaturità della retina; i coni sono le cellule responsabili per il riconoscimento non solo dei colori ma anche della acuità visiva non sono ancora completamente sviluppati. Intorno all’ottava settimana i neonati sono capaci di discriminare il rosso ed il verde. Il giallo viene riconosciuto dalla combinazione dei coni specializzati nel riconoscimento del rosso ed il verde insieme. Verso i quattro mesi il riconoscimento dei colori è completo, è simile alla capacità di discriminatoria degli adulti. A parità di brillantezza i bambini preferiscono i colori che appaiono più saturi.

CONSIGLI UTILI

  • Proporre spesso al bambino dei giochi educativi, utilizzando i vegetali e la frutta, che stimolino il riconoscimento delle lunghezze d’onda dei colori, mostrare frequentemente delle mele del tipo Smith, di colore verde brillante, delle arance dalla colorazione decisamente arancione o delle fragole o delle mele ben rosse, verbalizzando il nome del colore mentre questo viene mostrato;
  • i bambini dovrebbero restare all’aperto per almeno due ore al giorno, la visione delle immagini illuminate dalla luce solare rappresentano la brillantezza ottimale per stimolare l’acuità visiva e apprendere i colori in tutte le loro sfumature;
  • stimolare il più possibile nel bambino il riconoscimento dei colori, il periodo più indicato per questo training è verso i due anni e mezzo tre, utilizzare per questo della carta crespa di vari colori costruendo delle composizioni floreali e soprattutto, favorire la manipolazione, tutte le volte che viene manipolato un colore verbalizzarlo, in questo modo il bambino apprenderà in modo stabile l’associazione colore-nome;
  • stimolare la fase dello scarabocchio facendo utilizzare esclusivamente pennarelli a punta larga, adatti ai bambini di 36 mesi, e verbalizzare sempre ad ogni colore utilizzato il corrispondente nome, invitando il bambino a ripeterlo insieme;
  • evitare di far stazionare i bambini di fronte ad un qualsiasi video, dopo il compimento dei tre anni, è permesso per un tempo non superiore a 60 minuti.

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dott.ssa Rosalba Trabalzini

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