Missione Argentina, con il cuore colmo di gioia siamo al J.L. Garrahan

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Missione Argentina, con il cuore colmo di gioia siamo al J.L. Garrahan

Mentre il taxi si avvicinava all’ingresso dell’ospedale lungo la Av. Entre Rios, l’emozione iniziava a salire fino a stringere con forza il tratto laringo-faringeo lasciandoci senza parole, ne io ne Adriana riuscivano a dire nulla anche se i nostri occhi comunicavano con il linguaggio dell’emozione.

Qualcuno si chiederà il perché l’Argentina
Prima di tutto perché in Argentina vive la più grande comunità italiana all’estero e poi perché i più grandi sostenitori di Guida per Genitori sono argentini. Ed ancora, perché la Società Italiana di Pediatria ci ha offerto il sostegno affinché venisse riconosciuto l’impegno internazionale tra le società scientifiche. Infatti, quando abbiamo parlato per la prima volta con il prof. Scopinaro, immediatamente ci ha offerto il suo tempo per accompagnarci nella visita al centro oncologico dell’ospedale J.L. Garrahan guidata dal dott. Pedro Zubizarreta. La missione Argentina, così è stato subito definito l’incontro, prevede l’incontro con i 35 bambini ricoverati nel centro oncologico dell’ospedale. Sono bambini tra i due ed i 13 anni, tutti in trattamento chemioterapico.

Due angeli volano in Argentina
Adriana ha tradotto tutte le letterine ricevute: 849 per l’esattezza. A scriverle sono stati tanti bambini, i vostri figli ed i figli dei vostri amici. Gli alunni della maestra Tiziana di Valmontone e gli alunni della maestra Federica di Monteporzio e poi i bambini di Palermo, di Perugia e di Cagliari. Tutti hanno partecipato. Il marchio di abbigliamento per bambini Mi.Mi.Sol. ci ha fatto avere delle bandane e l’agenzia che ha arrangiato il nostro viaggio ha offerto matite colorate, l’associazione Guida per Genitori ha offerto 35 libri illustrati e le sacche per contenere le preziose letterine ed i piccoli doni. Il grande problema è stato come abbattere il peso dei libri, piuttosto pesante a dire il vero. Non ci siamo perse d’animo, mentre eravamo in attesa per fare il check-in abbiamo chiesto ai passeggeri se ognuno di loro fosse stato disposto a portare un libro, così è stato. Una volta a bordo, considerata la lunghezza del viaggio: 14 ore senza scalo, abbiamo ricomposto le sacche, in ognuna abbiamo inserito le letterine, la bandana, il libro, un porta badget, le matite colorate e penne.

L’incontro con i bambini
Il prof. Scopinaro era ad attenderci e noi puntuali alle ore 10,30 eravamo fuori dal reparto. Questo ospedale ha un tristissimo primato: diagnostica il 30% di tutte le forme tumorali del Sud America. Inizia il giro, i piccoli degenti sono distesi nei loro lettini, alcuni con le flebo di chemio. Ci siamo fermati a parlare con ognuno di loro: abbiamo parlato con Alejandra, con Luis, con Almudena, con Esmeralda, con Inez, con Marisol, con Alonso, con Natal, con Nestor, con Roberto, con Victor, con Tito, con…. Vorrei elencarli tutti e 35 i piccoli angeli con gli occhi cerchiati dalla sofferenza, siamo però riuscite, io ed Adriana, a strappare un sorriso ad ognuno di loro. Per ogni piccolo ci siamo sedute accanto al loro letto ed abbiamo iniziato a leggere le letterine che loro stessi prendevano dalla loro sacca. In alcuni bambini la curiosità è andata oltre, volevano sapere cosa facessero i nostri bambini, se andavano a scuola, se vedevano la televisione e come stavano passando le vacanze del natale. Abbiamo portato nel reparto una ventata di novità che ha contagiato tutti i piccoli degenti e noi, torneremo a casa con l’immagine di quei bambini ai quali è stato sufficiente leggergli una lettera di un coetaneo che vive dall’altra parte del mondo per vederlo sorridere.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile Scientifico di Guidagenitori.it

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