
Quando si parla di sostanze che terminano in “-olo” è bene saperne sempre di più. Qualche anno fa è stata la volta del bisfenolo o BPA, un derivato della plastica utilizzato per flaconi, barattoli e anche per i biberon infrangibili del bambini. Sospettato di essere un interferente endocrino, ovvero di aumentare l’attività ormonale oltre che esporre ai relativi disturbi, in base al principio di precauzione è stato eliminato dai materiali utilizzati per la produzione di contenitori destinati a cibi e bevande. In particolare è stato eliminato dalla produzione dei supporti destinati all’infanzia. Adesso tocca al fenossietanolo, un conservante di origine chimica utilizzato per la produzione di cosmetici e prodotti per il personale care: si trova in creme per le mani, per il corpo, anche in quelle definite di origine naturale. E’, inoltre, utilizzato per la produzione di salviette e pomate destinate all’igiene dei bimbi piccoli.
Diminuire la quantità di conservante
L’attenzione sul fenossietanolo è stata destata per la prima volta nel 2009 dall’Ansm, l’Agenzia Francese per la Sicurezza dei Medicinali e dei Prodotti Sanitari: il sospetto che ci possano essere rischi per la salute è stato oggetto di uno studio del 2012, sempre da parte dell’Ansm, in cui si è indagato se tale sostanza, assorbita per via cutanea, possa creare problemi allo sviluppo dei bambini. L’Agenzia ha anche chiesto all’Unione Europea affinchè il quantitativo consentito per legge di fenossietanolo sia ridotto allo 0,4% nei prodotti destinati ai bambini sotto i tre anni di età. Attualmente la quantità presente nei prodotti cosmetici deve mantenersi entro l’1%, così come è stato stabilito dal Comitato Scientifico sulla Sicurezza Consumatori dell’Unione Europea. Una quantità di conservante, infatti, deve essere presente nei prodotti cosmetici, per evitare che i componenti vadano incontro a deperimento e possano creare disturbi alla pelle. L’Ansm invoca la riduzione, proprio in funzione del fatto che il conservante resta a contatto con la pelle. In un secondo momento, poi, l’Agenzia ha chiesto addirittura di vietare il conservante nei prodotti destinate a tale fascia di età. Al momento l’Ue non ha preso ancora provvedimenti.
Senza conservante, c’è il rischio di infezioni?
Secondo altre organizzazioni, come per esempio l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, la richiesta dell’Ansm non sarebbe applicabile, soprattutto quella in cui ci chiede il divieto assoluto. I danni del fenossietanolo non sarebbero infatti ancora dimostrati scientificamente, ma sarebbero solo una possibilità. Sarebbero invece di gran lunga superiori i rischi ai quali sarebbe esposta la pelle dei bambini, se fossero utilizzati cosmetici senza conservanti e, quindi, a rischio di deperimento. Un prodotto cosmetico, dopo l’apertura, è deperibile e può andare incontro a processi di contaminazione, alla formazione di muffe e di batteri esattamente come accade per i cibi: quindi, i conservanti sono ingredienti importanti nei prodotti destinati ai bambini con la loro pelle delicata: potrebbero essere soggetti a infiammazione ed infezioni. Quindi, nel caso dei bambini, è più che mai importante garantirgli un elevato standard di sicurezza. Il Cosmetic Ingredient Review – CIR – Expert Panel ha recentemente esaminato questo ingrediente, concludendo che può essere considerato sicuro per l’uso cosmetico alle concentrazioni consentite. Molte associazioni di consumatori, tuttavia, si stanno già organizzando e hanno intenzione di domandare alle società produttrici di cosmetici per bambini di trovare al più presto un sostituto ugualmente valido ma a rischio zero.
Che cos’è il fenossietanolo
Il fenossietanolo, dal punto di vista chimico, è un etere aromatico del glicole etilenico. Nella pratica, si presenta come un liquido viscoso, trasparente e con un vago aroma di rosa. Si scioglie sia in acqua sia negli olii, quindi si presta bene per essere utilizzato nelle miscele di tipo cosmetico. È efficace contro vari tipi di batteri combattendoli attraverso il legame che instaura con la loro parete, bloccandone le funzioni vitali, impedendone la riproduzione e provocandone la morte. È attivo anche contro lieviti e muffe. Viene ampiamente utilizzato in cosmetologia come conservante per proteggere i prodotti dall’attacco dei germi. Di solito viene utilizzato in concentrazioni comprese tra 0,5% e 0,8% e ne è consentito l’uso nei cosmetici fino a una concentrazione massima dell’1%. È anche utilizzato in profumeria perché ha la capacità di stabilizzare le fragranze e di ridurre la velocità di evaporazione del profumo.
Lina Rossi