Diabete di tipo 1 e celiachia: screening per i bambini di 5-6 anni

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20 Ottobre 2026

Diabete di tipo 1 e celiachia: screening per i bambini di 5-6 anni

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Individuare precocemente alcune malattie, anche quando un bambino sembra stare bene, permette di organizzare controlli e cure prima che compaiano problemi importanti. È questo il senso dello screening nazionale per il diabete di tipo 1 e la celiachia, previsto dalla legge 130 del 2023 e ora disciplinato dal decreto del Ministero della Salute del 7 agosto 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 ottobre. Il programma ricerca nel sangue anticorpi associati alle due patologie, con finalità di prevenzione e diagnosi precoce.

A chi sarà rivolto lo screening

Il programma riguarda i bambini che hanno compiuto cinque anni e non hanno ancora compiuto il settimo anno di età. Saranno le Regioni e le Province autonome a organizzare gli inviti e l’attuazione graduale sul territorio. È prevista una chiamata attiva: i servizi sanitari contatteranno le famiglie per proporre lo screening, utilizzando anche l’occasione degli inviti alle vaccinazioni previste nella stessa fascia di età. Questo collegamento permette di sfruttare un contatto già esistente tra famiglie e servizi di prevenzione. L’eventuale coinvolgimento dei pediatri di libera scelta sarà definito dall’organizzazione regionale.

Perché cercare gli anticorpi del diabete di tipo 1

Nel diabete di tipo 1 il sistema immunitario attacca le cellule del pancreas che producono insulina, l’ormone necessario per utilizzare il glucosio come fonte di energia. La ricerca degli autoanticorpi può aiutare a riconoscere il processo autoimmune prima della comparsa dei sintomi. Uno degli obiettivi del programma è ridurre il rischio che la malattia venga scoperta soltanto con una chetoacidosi: una complicanza grave dovuta alla carenza di insulina, che richiede assistenza urgente. Individuare precocemente i bambini interessati permette di avviare la valutazione specialistica e il monitoraggio. Il decreto contempla anche l’obiettivo di rallentare la progressione della malattia mediante le terapie disponibili, la cui appropriatezza deve essere valutata dagli specialisti.

Celiachia: i sintomi possono essere poco evidenti

La celiachia è una malattia nella quale l’ingestione di glutine provoca una risposta immunitaria che danneggia l’intestino tenue nelle persone predisposte. Può manifestarsi con diarrea, gonfiore e dolore addominale, ma anche con rallentamento della crescita, anemia o stanchezza. In altri casi i disturbi sono lievi e difficili da riconoscere. La ricerca degli anticorpi consente di individuare bambini che necessitano di approfondimenti, evitando che una possibile celiachia rimanga a lungo non riconosciuta. La conferma diagnostica e le indicazioni terapeutiche spettano al percorso specialistico.

Come si svolgeranno i test

Lo screening prevede l’analisi di specifici marcatori nel sangue. Per il diabete di tipo 1 il decreto indica l’utilizzo di sangue capillare, ottenuto attraverso una piccola puntura della pelle; anche per la celiachia saranno misurati marcatori sierologici specifici. I campioni verranno analizzati nei laboratori di riferimento individuati dalle Regioni. La partecipazione sarà volontaria, con acquisizione del consenso informato da entrambi i genitori o da chi esercita la responsabilità genitoriale, secondo la normativa vigente. Le famiglie dovranno ricevere informazioni comprensibili sulle finalità, sulle modalità del test e sui passaggi previsti in caso di positività.

Un risultato positivo richiede approfondimenti

La positività allo screening non equivale automaticamente a una diagnosi definitiva né indica, da sola, la necessità di iniziare una terapia. Gli esiti devono essere interpretati e, quando necessario, confermati dagli specialisti. Per questo il programma comprende l’intero percorso: dall’invito al prelievo, dalle analisi alla conferma diagnostica, fino alla presa in carico e ai controlli successivi. I centri clinici regionali collaboreranno con il pediatra nella relazione con la famiglia e con i servizi territoriali.

Quando entrerà in vigore

Il decreto entrerà in vigore l’8 aprile 2027, sei mesi dopo la pubblicazione. Questa data va distinta dall’avvio concreto degli inviti: l’attuazione sarà graduale e seguirà la programmazione regionale. La pubblicazione del provvedimento, quindi, non significa che i test siano già disponibili ovunque. Nel frattempo, eventuali sintomi meritano attenzione senza aspettare lo screening. Sete insolita, aumento delle urine, dimagrimento e stanchezza possono essere segnali di diabete e richiedono un contatto tempestivo con il pediatra. Anche disturbi intestinali persistenti o difficoltà nella crescita devono essere valutati: il programma di prevenzione affianca l’assistenza pediatrica, che resta il riferimento per la salute quotidiana del bambino.

Sahalima Giovannini

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