Ambrogio il santo che accende le luci di Natale a Milano

Il nostro menù del giorno 07_12_2020
7 Dicembre 2020
uova con gli spinaci
Il nostro menù del giorno 08_12_2020
8 Dicembre 2020

Ambrogio il santo che accende le luci di Natale a Milano

santambrogio

Ogni città ha le sue tradizioni, soprattutto a Natale, ma il 7 dicembre ha un sapore particolare, si festeggia Sant’Ambrogio, patrono di Milano e di altre località come Stresa, Vigevano e Alassio. È un giorno di festa solo a Milano, quindi non nazionale come è invece quella che segue subito dopo, il giorno della Madonna Immacolata. A Milano e nelle altre località è la data che segna il via alle preparazioni per le feste di Natale e Capodanno. Nel capoluogo lombardo vengono addobbate riccamente le vie del centro e anche le zone più periferiche, mentre nelle case si iniziano i preparativi per il presepe e l’Albero.

Un vescovo venuto dalla Germania

Ma perché il 7 dicembre è così importante per la città di Milano? Si tratta del giorno in cui Ambrogio, governatore della Liguria e dell’Emilia, nel 374 venne eletto vescovo di Milano per acclamazione popolare. Non era lombardo e nemmeno italiano, ma tedesco. Ambrogio proveniva da una ricca e nobile famiglia di Treviri, in Germania ed era stato educato alla religione cattolica, benché non avesse preso i voti. Una leggenda narra di un prodigio che avrebbe anticipato la gloria di Ambrogio. Quando era piccolo e dormiva nella culla, uno sciame di api entrò nella sua bocca e ne usci senza pungerlo: il padre pronosticò un grande futuro per il bimbo. In seguito Ambrogio perseguì la carriera militare e quando divenne governatore in Italia del nord si distinse per il senso profondo di giustizia e di rigore. Fu infatti il popolo ad acclamare – Ambrogio vescovo! –  dopo la morte di Aussenzio.

Perché proprio il 7 dicembre

Era il 7 dicembre del 374 e Ambrogio aveva quarant’anni. Da quel momento resse la diocesi di Milano con fede e fermezza. Battezzò un altro Padre della Chiesa, l’africano Agostino che poi divenne santo ed ebbe il coraggio di impedire l’ingresso in chiesa all’imperatore Teodosio, che si era macchiato della strage di molti cittadini a Tessalonica i quali, durante un’insurrezione, avevano ucciso un generale dell’esercito. Ambrogio fu vescovo fino a tarda età e dopo la sua morte le sue ossa furono conservate nella cripta della basilica a lui dedicata, fatta edificare sui resti di un cimitero paleocristiano. La basilica di Sant’Ambrogio, splendido esempio di romanico lombardo, ancora oggi è uno dei monumenti simbolo della città e conserva opere d’arte di grande valore. Nei suoi dintorni, per molti anni si tenne la fiera degli – Oh bej oh bej – proprio nei giorni del 7 e 8 dicembre.

La fiera – Oh bej oh bej  – che  non si farà

La fiera nacque però oltre mille anni dopo la morte di Ambrogio, nel 1510, quando Giannetto Castiglione, inviato dal Papa a Milano per rinsaldare la fede dei cittadini, portò in dono cibi, indumenti, giocattoli e altri oggetti per la popolazione e furono propri i più piccoli a restare a bocca aperta esclamando “Oh! Belli”, da cui il nome della fiera. Era il 7 dicembre, ricorrenza della consacrazione di Ambrogio e da quel momento ogni anno la festa assunse un tono più folcloristico, una sorta di anticipo delle celebrazioni natalizie. E proprio il 7 dicembre si apre la stagione lirica del Teatro alla Scala, altro simbolo di Milano. Quest’anno, a causa del Covid-19, non ci sarà la fiera degli Oh bej oh bej e nemmeno la Prima alla Scala:  verrà trasmesso un concerto in Tv, radio e sui social, per ricordare la stagione e unirsi tutti all’insegna della speranza nel futuro.

Giorgia Andretti

Registrati o Accedi

Comments are closed.