La costruzione dell’identità dei nostri ragazzi passa anche per la moda

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La costruzione dell’identità dei nostri ragazzi passa anche per la moda

Fortunatamente non è così per tutti, mio figlio appartiene a questa categoria di ragazzi ma ben sappiamo, noi mamme, quanto sanno essere spietati i ragazzi, se vogliono mostrare il loro ego di superiorità verso i coetanei.

Indosso per Gabri un mio golfino infeltrito, cosi per ridere un po’. Lui riflette ‘per me è cosi che è nato il coprispalla…una ragazzina ha infeltrito il suo golf  e l’ha spacciato per una moda nuova. Tosta quella li!’.

In un periodo di costruzione della propria identità, anche mediata socialmente, il ruolo dell’immagine,  del vestire, il disporre degli stessi simboli di appartenenza al gruppo sono spesso importanti per la loro sicurezza. I confronti sono all’ordine del giorno su scarpe, felpe, marche di telefonini. Anche in classe di Gabri si valutano le griffe. Per fortuna mio figlio, pur attento all’immagine,  è abbastanza immune alle mode. Altri ragazzini soffrono a sentirsi dire che hanno una maglia orrenda e via dicendo.

In generale, le famiglie di estrazione più semplice, non solo economicamente,  accettano la gara, svenandosi per le scarpe xx e la felpa xy. Poi ci sono gli indifferenti e i refrattari, che si costruiscono contro il sistema in una logica ‘no logo.’ Pochi. Eppure basterebbe ricordare che a poche centinaia di chilometri, ad esempio in Romania, i ragazzi hanno altri problemi a cui pensare.  Che in molti continenti, vestirsi equivale a coprirsi.

Per stemperare molte ansie e aiutare i nostri figli a diventare cittadini del mondo più consapevoli e fiduciosi in se stessi.

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