Nelle scuole materne di New York le attività sedentarie sono limitate

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Nelle scuole materne di New York le attività sedentarie sono limitate

Seduti sì, ma non oltre mezz’ora: trascorso questo tempo un bambino deve alzarsi e muoversi un po’. Parte da questa semplice raccomandazione la filosofia alla quale si ispirano i responsabili della salute infantile di New York, applicando nuove direttive sulla gestione dei bambini che devono trascorrere lunghe ore nelle scuole per l’infanzia o al nido. D’ora in avanti, ogni trenta minuti le educatrici dovranno fa alzare i bambini e coinvolgerli in attività motorie. Il limite di 60 minuti è quindi destinato a essere abbassato.

Trenta minuti, poi tutti in piedi
I piccoli della materna o del nido potranno quindi svolgere un’attività sedentaria come la pittura, le costruzione, il gioco con la pasta da modellare per un massimo di trenta minuti, quindi dovranno alzarsi e dedicarsi a qualche cosa di più dinamico. Ovviamente non sono compresi in questo lasso di tempo i momenti dedicati al riposo, ossia al sonnellino pomeridiano. Questa misura fa parte di uno dei provvedimenti introdotti per combattere il sovrappeso e l’obesità, che negli Stati Uniti, ma anche in Europa, iniziano a presentarsi in età sempre più precoci. È una ricetta questa che ha tutto il nostro appoggio: è infatti inammissibile pensare che bambini così piccoli, di due, tre o quattro anni, siano lasciati seduti per un’ora: un lasso di tempo dopo il quale anche un adulto il cui lavoro è star seduto dietro una scrivania sente la necessità di alzarsi, fare due passi o stiracchiarsi un po’, per distendere i muscoli ma anche ossigenare il sangue e conseguente mete nutrire il cervello.

Muoversi combatte le mal posizioni
Non si tratta soltanto di una ricetta per la prevenzione dell’obesità, ma anche un modo naturale di gestire la crescita fisiologica dei bambini. Nell’età della crescita i muscoli e le ossa hanno bisogno di movimento per allungarsi, stirarsi, piegarsi, assecondare insomma la funzione per cui sono stati progettati da madre natura. Lasciare un bambino piccolo seduto per un’ora, oltre alla predisposizione al sovrappeso attiva anche posizioni innaturali della schiena con problemi, avanti nel tempo, di dolori osteoarticolari. Infatti, con l’immobilità non è solo il grasso che aumenta: la massa muscolare non può crescere e svilupparsi bene. Anche nelle scuole italiane si dovrebbero prendere misure di questo genere: dal nido alle medie, ossia nella fase più delicata dello sviluppo, troppo spesso i bambini restano seduti per lungo tempo e le ore dedicate all’attività motoria, per quanto assicurate dal piano di offerta formativa, non di rado vengono fatte saltare per punizione o per inagibilità della palestra.

Attenzione anche alle bevande dolci
Del tutto finalizzata alla prevenzione dell’obesità è invece il divieto di somministrazione di succhi di frutta prima di una certa età e le restrizioni severe ai tempi concessi davanti alla televisione. Gli esperti la chiamano – ricetta perfetta – per un’infanzia salutare ed è attiva a New York da pochi giorni. Le autorità cittadine precisano di aver seguito le linee guida tracciate dalle strutture federali per contrastare il fenomeno dell’obesità giovanile, nell’ambito di quella crociata per la salute pubblica di cui è divenuta alfiere indiscusso Michelle Obama. In particolare, per quanto riguarda i succhi di frutta, nei nidi potranno essere proposti a partire dai due anni, anziché dagli otto mesi come era prima. Dopo i due anni i bambini possono bere circa 110 grammi di succhi, mezzo bicchiere da cucina, rispetto ai 150 grammi di prima. I succhi di frutta devono essere di veri succhi al 100%, niente surrogati dolcissimi e arricchiti di zucchero. Davanti alla tv, ma anche al video della console o al PC, può essere concesso un tempo massimo continuativo di mezz’ora. Misure drastiche, certamente: ma i risultati dovrebbero arrivare nei prossimi mesi.

Sahalima Giovannini

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