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L’ernia ombelicale del neonato

Non è raro che, nei primi giorni di vita, un neonato presenti una tumefazione grande più o meno come una ciliegia, in corrispondenza della cicatrice ombelicale. Si tratta dell’ernia ombelicale, appunto, una delle più comuni ernie che si manifestano nella prima infanzia. Solitamente è già presente alla nascita perché si è formata nelle ultime settimane di vita intrauterina, ma alla nascita, ben visibile e palpabile. L’ernia si evidenzia soprattutto quando il neonato compie uno sforzo che mette in tensione i muscoli addominali come quando piange oppure, quando deve evacuare e contrae i muscoli addominali. In questi casi il rigonfiamento aumenta ancora di più.

Una manifestazione assolutamente benigna
L’ernia ombelicale del neonato è dovuta alla chiusura incompleta dell’anello ombelicale. Questo può essere considerato il punto di passaggio dei vasi sanguigni che hanno la funzione di fornire al bambino ossigeno e nutrimento durante la vita intrauterina. Si presenta più facilmente nei neonati prematuri e nei bimbi di colore, ma non sempre avviene così. L’ernia ombelicale può presentarsi in tutti i neonati. Quando i genitori si accorgono del problema, di solito si preoccupano perché temono si tratti di qualcosa di grave. In questi casi, è bene parlarne subito con il neonatologo del reparto maternità, nel caso ci si trovi ancora in clinica dopo il parto oppure, contattare il pediatra della ASL scelto poco dopo la nascita del bambino. Il parere dell’esperto è essenziale soprattutto per far capire a mamma e papà che non c’è alcuna ragione per preoccuparsi. Infatti, nella maggior parte dei casi il rigonfiamento scomparirà da solo, solitamente entro il primo anno di vita. L’ernia ombelicale del neonato infatti è del tutto benigna e non comporta mai rischi come la strozzatura che può invece comparire quando l’ernia riguarda gli adulti.

No ai vecchi rimedi, non servono
Il parere del medico è importante anche per evitare di ricorrere ai vecchi rimedi, non solo sono inutili ma possono rivelarsi anche dannosi per il bambino. Ne sono esempi tutti i sistemi fai da te per il contenimento dell’ernia stessa, come la moneta sulla tumefazione per favorirne la scomparsa, i cerotti e le fasciature. Sono sistemi inutili e perfino dannosi, soprattutto il cerotto che può attaccarsi alla pelle delicata del bambino e, una volta che viene rimosso, causargli fastidio e lesioni alla pelle. In qualche raro caso è possibile che l’ernia ombelicale non guarisca spontaneamente. In questi casi è bene attendere comunque i primi tre anni di vita, mantenendola sempre sotto controllo con il pediatra. Trascorsi i 36 mesi, si può valutare l’eventualità di intervenire chirurgicamente. L’intervento va effettuato in anestesia generale, ma richiede una degenza di un solo giorno e il piccolo può andare a casa il giorno successivo. Il chirurgo pratica una piccola incisione nella parete addominale e, con gli strumenti chirurgici, richiude il passaggio viscerale rimasto aperte. L’intervento è completamente risolutivo e non lascia cicatrici.

Sahalima Giovannini

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