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La meningite torna a colpire in Toscana

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Sono almeno sei i casi di persone in Toscana, in questo inizio di anno, ricoverate per meningite. Oltre a cinque adulti tra Arezzo, Lucca e Prato, è stata ricoverata a Siena una ragazza di 15 anni, della provincia di Grosseto, con sepsi meningococcica. La giovane è stata trasferita a Siena per un problema di tipo ematologico e, dagli accertamenti effettuati, è emersa anche una setticemia da meningococco, senza però i sintomi di meningite. E’ stata avviata la procedura per la caratterizzazione del ceppo di batterio e, nei prossimi giorni, i sanitari cercheranno di capire se il germe appartiene allo stesso ceppo che ha causato gli altri episodi in Toscana.

Meningite, di che cosa si tratta
La meningite è una seria infezione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale. L’infezione può essere sostenuta da oltre 100 batteri diversi ma i tipi più virulenti sono causati dai batteri: l’emofilo B, pneumococco e il meningococco. È quest’ultimo il batterio più pericoloso, contro il quale le armi di difesa sono ancora limitate. La malattia Inizia spesso in modo subdolo, con sintomi simili a quelli di un’influenza, come febbre alta e mal di testa. Per questo, spesso la diagnosi avviene in ritardo e questo ritarda l’intervento tempestivo. È invece bene non sottovalutare gli altri segnali che si accompagnano alla cefalea e alla febbre. Nella meningite compaiono tipicamente irrigidimento della parte posteriore del collo, la cosiddetta rigidità nucale, fastidio alla luce, vomito o nausea, alterazione del livello di coscienza e convulsioni. Se si notano questi sintomi, è bene contattare immediatamente il pediatra o recarsi al pronto soccorso. Infatti è possibile che sia una forma di meningite più o meno grave. La forma causata dall’emofilo di tipo B è oggi meno diffusa grazie alla possibilità di ricorrere, nei primi mesi di vita o anche successivamente, al vaccino chiamato – anti-emofilo B. Anche contro la meningite da pneumococco, il batterio responsabile anche di forme di polmonite esiste la vaccinazione, l’anti-pneumococcica, può essere somministrata ai bambini nei primi anni di vita, dietro richiesta del pediatra. Va detto che questa forma di meningite colpisce soprattutto i soggetti adulti e anziani e che non provoca epidemie.

La forma più seria
La tipizzazione più temuta è la meningite da meningococco, colpisce soprattutto i bambini piccoli e gli adolescenti, in quest’ultimo caso soprattutto per lo scambio di bicchieri, posate e altri oggetti, come avviene nei luoghi di ritrovo giovanile. La meningite meningococcica ha un’evoluzione rapidissima, ma con sintomi iniziali che talvolta possono essere confusi con quelli di una forma influenzale. È soprattutto questo a causare un intervento tardivo. Per fortuna, a gennaio del 2015 è stato approvato il primo vaccino contro il meningococco B, il ceppo più diffuso in Italia: l’Agenzia Europea del Farmaco ne ha autorizzato la sua immissione in commercio. La somministrazione gratuita dei vaccini nel nostro paese è ancora una decisione che spetta alle singole regioni, in Toscana per esempio il vaccino contro il meningococco di tipo C è gratuita per i ragazzini ma si spera che presto possa essere inserita anche a livello nazionale.
Per approfondimenti sulla malattia e vaccinazione per la meningite leggi il nostro VACCINAZIONI – Una guida semplice, per una scelta consapevole

Lina Rossi

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