La diarrea, un disturbo comune nei bambini con il caldo

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La diarrea, un disturbo comune nei bambini con il caldo

diarrea estiva

Con il caldo, i bambini sono maggiormente soggetti a disturbi gastrointestinali, soprattutto alla diarrea. Succede perché le alte temperature favoriscono la proliferazione di batteri nell’acqua e negli alimenti. Inoltre proprio verso la fine dell’estate inizia a circolare il Rotavirus, il responsabile di forme diarroiche intense nei bambini di età inferiore ai 3 anni.

Diarrea, quando possiamo chiamarla tale

La diarrea acuta consiste nell’emissione di feci liquide, almeno 3-4 volte al giorno per meno di 2 settimane. Se il sintomo dura di più si parla di diarrea cronica. Solitamente è il segno di una infezione intestinale chiamata enterite o entro-colite, si contrae portando alla bocca cibo contenente germi dalle mani sporche. Questa forma di enterite può essere accompagnata da febbre e vomito, in questo caso si parla di gastro-enterite), questa forma di solito guarisce spontaneamente, senza conseguenze stabili. Il rischio principale nei bambini è la disidratazione, un fatto grave considerando il fatto che l’organismo del lattante è composto per l’80% da acqua.

Diarrea: attenzione ai segnali che devono farci preoccupare

La perdita di peso del bambino è un dato fondamentale per stabilire la serietà della situazione.

Se la perdita di peso è minore del 5%, è sufficiente reidratare per bocca il bambino con acqua e soluzioni saline in commercio, devono essere preparate seguendo con attenzione le istruzioni sulla confezione in modo che liquidi, sali e glucosio siano in proporzioni corrette. Se la perdita di peso è tra il 5 ed il 10 % e il bambino vomita, quindi è impossibile reidratarlo per bocca, è bene parlare con il pediatra per valutare un ricovero. In questo modo si possono eseguire fleboclisi reidratanti. Altri segnali che consigliano il ricovero sono la perdita di coscienza del bambino, l’età inferiore ai sei mesi, la presenza di muco e sangue nelle feci al disotto dei 6 mesi di vita, la diarrea emorragica e l’incapacità della famiglia di gestire la situazione.

Se la diarrea si prolunga oltre i 7 giorni o ricompare o presenta anche sangue, è utile eseguire un esame microbiologico delle feci alla ricerca di Rotavirus, Salmonella, Shigella e Campylobacter, germi che vanno eliminati da una terapia antibiotica mirata.

La reidratazione è la terapia principale della dierrea

La reidratazione è la cura principale. Non vanno bene le bevande alla cola, i succhi di frutta o le soluzioni per atleti perché sono troppo concentrate in zuccheri e povere di sodio. Non sono adatte nemmeno le bevande preparate in casa con zucchero, sale e succo d’arancia. Al contrario è necessario chiedere al farmacista una soluzione reidratante specifica per bambini. Se il bimbo vomita, la soluzione va somministrata a cucchiaini distanziati di 1-2 minuti e se non ne gradisce il sapore si può aggiungere saccarina, mezza compressa in 500cc. Non vanno somministrati farmaci contro il vomito. L’alimentazione deve essere sospesa solo per qualche ora, privilegiando alimenti privi di grassi e di zuccheri semplici. L’allattamento materno deve continuare. Sono molto utili i probiotici, microrganismi viventi, il più adatto è il Lactobacillus casei GG contenuto nel Diclofor bustine, capace di ridurre intensità e durata della enterite da Rotavirus.

Giorgia Andretti

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