
Negli ultimi decenni hanno protetto i bambini dalle infezioni, ma l’abuso degli antibiotici ha inattivato l’efficacia sui batteri. Per questo vanno usati solo quando è necessario.
In Italia si somministrano troppi farmaci inutili ai bambini. E’ la denuncia presentata dagli esperti dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, nel corso del convegno Uso razionale dei farmaci per i bambini e i loro genitori: un obiettivo dinamico e strategico, che si è tenuto lo scorso 9 settembre nel capoluogo lombardo. Dai dati raccolti risulta che il 52% dei bambini italiani assume almeno un antibiotico nel corso dell’anno, dato che l’Istituto ha messo in comparazione con quello inglese, e non ci facciamo una bella figura. Infatti in Inghilterra solo il 14% dei babies assume una terapia antibiotica all’anno. Non usa mezzi termini Maurizio Bonati, capo del laboratorio per la salute materno-infantile dell’Istituto Mario Negri, intervenuto al convegno. In Italia – ha spiegato – si tende ad abusare di farmaci e a ospedalizzare ogni problema; per quanto riguarda i prodotti farmaceutici per bambini, ne esiste una varietà che non ha eguali in altri paesi e, nonostante i nostri bambini siano sani, ne vengono prescritti sempre di più, in particolare di terapie antibiotiche. E se oltre la metà dei bambini assume almeno un antibiotico durante l’anno, in Puglia la percentuale arriva a 69%, mentre nel Lazio la percentuale scende al 36%, un dato considerato comunque troppo alto.
Antibiotici solo se necessari
Non vogliamo demonizzare la somministrazione di antibiotici ai bambini, che sono farmaci utilissimi, quando servono davvero. Solo quando, cioè, il bambino dovesse fare i conti con un’infezione batterica (faringite da streptococco, infezioni dell’orecchio o del tratto urinario, per fare degli esempi), ma sempre e comunque sotto controllo del pediatra. Ricordarsi che in caso di semplice influenza o raffreddore l’antibiotico non serve, anzi. Rischia solo di creare resistenza al farmaco da parte dell’organismo del bambino: si tratta infatti di sostanze (una volta derivanti da microrganismi viventi come le muffe, ora riprodotte sinteticamente) in grado di inibire – se utilizzate in giusta misura e al momento opportuno – parte del processo vitale di alcuni microrganismi, distruggendone e impedendone sviluppo e riproduzione. Di certo a questa grande famiglia di farmaci, di cui fanno parte penicillina, cefalosporina e streptomicina (per citare i più famosi), devono la vita moltissime persone perché in grado di curare malattie considerate mortali fino a qualche decennio fa.
La parola al pediatra
E’ molto importante seguire con scrupolo le istruzioni del pediatra: dosaggio, intervalli delle somministrazioni, durata del trattamento. La raccomandazione è di non saltare le dosi consigliate e non sospendere la cura quando i sintomi sembrano scomparsi perché c’è il rischio che i batteri siano ancora nell’organismo e potrebbero diventare resistenti a quell’antibiotico. Particolare attenzione va riservata anche alla scadenza del farmaco che non va conservato per una eventuale prossima volta. Il medico deve essere informato se si assumono altri farmaci per valutare il rischio di eventuali ed indesiderate reazioni.
Resistenza e intolleranza
La resistenza agli antibiotici si produce dal reiterato utilizzo non idoneo del farmaco, quando si utilizza per una malattia che non ne avrebbe bisogno, quando non si rispetta la prescrizione medica (in termini di quantità o terminando il trattamento prima del tempo). A causa di queste cattive abitudini acquisite nel tempo, quello della resistenza ad alcuni antibiotici sta diventando un problema comune a molti paesi e, per contenerlo, sono state avviate numerose campagne di informazione, dirette soprattutto a genitori e a coloro che hanno in cura i bambini per guidarli ad un coretto utilizzo degli antibiotici evitando il pericoloso fai da te. Raramente, ma possono verificarsi dopo l’assunzione di un antibiotico, qualche forma di intolleranza con eruzioni cutanee nelle forme più lievi, ma di cui comunque va immediatamente informato il pediatra. In casi più gravi si può arrivare allo shock anafilattico con conseguenti problemi di carattere respiratorio. In questo caso, oltre al proprio medico rivolgersi al 118 o trasportare il bambino al più vicino pronto soccorso.
Fermenti lattici e prevenzione
Durante terapie antibiotiche è saggio farsi consigliare dal medico o dal farmacista degli integratori a base di fermenti lattici. Questo perché gli antibiotici sono attivi contro i batteri, che sono microrganismi viventi, e agiscono anche contro i batteri “buoni”, che costituiscono la cosiddetta flora intestinale. Per il ruolo che riveste nella difesa delle infezioni, è importante ricostruirla contestualmente alla terapia antibiotica. Vanno molto bene anche gli yogurt “probiotici”, quelli cioè arricchiti con fermenti vivi. Resta inteso che la prevenzione ha sempre la sua importanza: meno infezioni batteriche significa meno terapie antibiotiche. Per evitare e ridurre al minimo il rischio che il bambino contragga infezioni da microrganismi bisogna abituarlo a rispettare le norme igieniche basilari, come lavarsi le mani soprattutto prima di mangiare e dopo essere andati in bagno. L’igiene aiuta a mantenersi in buona salute e a prevenire la propagazione di batteri e virus.
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