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Le terapie del futuro

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L’applicazione di un pancreas artificiale e il trapianto delle beta cellule sono le ipotesi al centro della ricerca.

Sono diversi gli interrogativi che chi soffre di diabete rivolge ai medici. A che punto è arrivata la ricerca sul diabete? Quali sono le prospettive future e quando la scienza medica risolverà definitivamente il problema diabete? Come si potrà evitare la comparsa del diabete nei familiari dei bambini affetti da tale malattia .
Il diabete di Tipo 1 è scatenato dalla distruzione delle beta cellule per un meccanismo di auto aggressione legato ad una predisposizione genetica e all’intervento di fattori ambientali ancora in parte sconosciuti. L’esito finale di questa catena di eventi è, appunto, la distruzione delle beta cellule e la conseguente interruzione di secrezione di insulina, ormone di cui le beta cellule sono produttrici. La terapia, in questo caso, è basata sull’apporto, attraverso iniezione, dell’ormone dell’insulina senza il quale la vita del paziente non sarebbe possibile.

Sono due le terapie definitive del diabete ancora al vaglio dei ricercatori: la prima, che prevede l’uso del mini pancreas artificiale, e la seconda, che comporta il trapianto di pancreas e delle beta cellule. Il pancreas artificiale rappresenta un sorta di protesi elettromeccanica in grado di sostituire le funzioni delle beta cellule. Si tratta di un’apparecchiatura già in dotazione in molti ospedali in tutto il mondo ed è utilizzata a fini di ricerca e terapeutici in caso di gravi complicazioni all’esordio del diabete. Tale apparecchio possiede un sensore della glicemia che gli consente di leggere in tempo reale la glucosemia e di fornire direttamente la dose di insulina necessaria senza che il paziente svolga alcuna funzione.

I problemi legati all’uso di tale attrezzatura riguardano le sue dimensioni, attualmente troppo elevate, un sensore stabile nel tempo della glicemia che non si alteri dopo poche ore dall’impianto e una insulina che non perda la sua funzione a contatto con la temperatura corporea. Alcune aziende che si occupano di attrezzature elettromedicali hanno annunciato che il primo prototipo di mini pancreas artificiale potrebbe essere commercializzato al massimo entro 5 anni.
Il trapianto di pancreas, soprattutto associato a quello renale, è già una realtà per quei pazienti che presentano contemporaneamente diabete ed insufficienza renale. Si tratta di un intervento impegnativo che viene effettuato per i casi più complicati, e associato, come per gli altri trapianti, a terapia immunosoppressiva per scongiurare il rischio del rigetto. Tale terapia abbassa le difese immunitarie del soggetto che risulterà più esposto a infezioni. Tali farmaci, inoltre, possono avere effetti cancerogeni.

Negli ultimi anni si stanno compiendo numerosi studi per riuscire a trapiantare, anziché tutto il pancreas, solo le beta cellule, attraverso un intervento di tipo ambulatoriale durante il quale le cellule vengono trasfuse nella vena porta o un suo afferente. Anche in questo caso la terapia immunosoppressiva è d’obbligo. Negli ultimi anni si stanno compiendo notevoli sforzi nella ricerca di nuovi immunosoppressori che possano assicurare un’efficace azione anti-rigetto e, nello stesso tempo, non comportino effetti collaterali importanti.

 

Prof. Francesco Costantino

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