Convulsioni febbrili: cosa sono e come gestirle

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Convulsioni febbrili: cosa sono e come gestirle

convulsioni febbrili
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Circa il 3% dei bambini tra i sei mesi e i cinque anni sono soggetti alle convulsioni quando la febbre supera i 38,5°. Evento questo che spaventa non poco i genitori, soprattutto nel corso della prima crisi, pensando immediatamente ad un problema molto più serio. Per fortuna raramente le convulsioni febbrili si mantengono tali dopo i cinque anni. Accertato che le convulsioni febbrili sono un evento abbastanza normale è importante gestire con calma a casa la crisi, rivolgendosi poi al pediatra per riferire l’episodio.

Un frequente disturbo neurologico

Le convulsioni febbrili, eventi critici occasionali sono un disturbo neurologico dell’infanzia, riguardano dal 2 al 4% dei bimbi sotto i 5 anni. Il picco di incidenza è tra i dodici e i diciotto mesi di età, a causa della maggiore influenza delle infezioni delle prime vie respiratorie febbrili. I maschietti sembrano essere più colpiti. Le crisi non sono dovute a un’infezione del Sistema nervoso centrale e non sono mai precedute da episodi convulsivi in assenza di febbre. Le crisi possono essere semplici oppure complesse. Le convulsioni semplici, le più frequenti, sono caratterizzate da perdita di coscienza, durano al massimo 15 minuti e non si presentano nelle ore successive. Le complesse durano più di 15 minuti, possono interessare solo una parte del corpo e possono ripetersi più volte nell’arco delle ventiquattro ore successive.

I sintomi delle convulsioni febbrili

Le convulsioni febbrili semplici sono caratterizzate da perdita di coscienza ossia mancata risposta agli stimoli verbali e tattili e manifestazioni motorie. Lo sguardo è fisso e il bambino può ruotare gli occhi verso l’alto. Al termine della convulsione, il piccolo viene preso da uno stato di sonnolenza. Secondo gli esperti, alla base del disturbo ci sarebbe una particolare sensibilità del sistema nervoso centrale, dovuto a una predisposizione genetica come reazione al rialzo termico. Spesso i famigliari del piccolo hanno sofferto dello stesso problema nell’infanzia. A volte le convulsioni febbrili sono un evento isolato. Se però si presentano in età precoce, ci sono maggiori possibilità che compaiano nuovamente. Le convulsioni preoccupano molto i genitori, ma nella maggior parte dei casi si tratta di episodi semplici e non destinati a ripetersi. Non è dimostrata una chiara associazione con il detto – tre convulsioni ed epilessia – il rischio è di poco superiore a quello della popolazione generale. Se comunque le convulsioni sono di tipo complesso e si presentano più di una volta, è bene valutare con il pediatra l’opportunità di ricoverare il bambino per qualche giorno e sottoporlo ad accertamenti per escludere appunto problematiche di tipo neurologico attraverso esami specifici di tipo strumentale: l’elettroencefalogramma e risonanza magnetica. Inoltre, può essere opportuna una consulenza genetica con la ricerca delle mutazioni del gene SCN1A, una delle cause più frequenti di encefalopatia epilettica.

Come si affrontano le convulsioni febbrili

In presenza di episodio di convulsioni è importante mantenere la calma, porre il bambino in posizione di sicurezza su un fianco con la testa rivolta verso il basso per evitare che inghiotta saliva o eventuale vomito, non obbligarlo a bere. Se si tratta del primo episodio, è bene recarsi al pronto soccorso. Nel caso di recidiva, ci si fa prescrivere dal pediatra il farmaco da somministrare: per via endorettale: il Diazepam, da somministrare in caso di crisi di durata superiore ai due minuti. Quindi si attende che la crisi passi. Al termine della crisi il bambino cade in uno stato di sonnolenza del tutto normale: va lasciato in posizione di sicurezza sul fianco e tenuto sotto osservazione. Come tutte le cose è fondamentale la prevenzione, una volta accertato che il bambino è soggetto alle crisi convulsive febbrili è bene non far salire mai la febbre sopra la soglia dei 38,5° intervenendo con il paracetamolo già quando la febbre sale a 38° le crisi avranno un impatto decisamente più lieve.

Lina Rossi

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