

Il piede piatto nei bambini molto piccoli è una condizione normale, almeno fino ai 5-6 anni. Con il passare del tempo, l’arco plantare si sviluppa normalmente, nella misura in cui la muscolatura dei bambini cresce e si rafforza. Non sempre però questo succede. In alcuni casi il piede piatto nei bambini permane e può causare problemi alla deambulazione e dolore. Vediamo come intervenire.
Il piede viene diagnosticato piatto quando manca l’arco della pianta del piede. È possibile verificare la condizione dell’arco del piede solo quando il bambino si posiziona sulle punte dei piedi, in altri casi quando il piede non è appoggiato. Comunque, se il bambino lamenta dolore al piede, alla caviglia o nella parte bassa della gamba è il caso di consultare il pediatra, potrebbe trattarsi dei primi sintomi provocati dal piede piatto. Le cause del piede piatto possono essere di tipo osseo: congenite o acquisite e muscolo–legamentose o neuromuscolari. Il pediatra farà una prima valutazione, ma per stabilire la diagnosi è necessario lo specialista ortopedico. È solo dalla corretta comprensione del disagio che si potrà determinare il trattamento da adottare.
Alcune indagini strumentali permettono di effettuare la diagnosi certa, queste sono:
L’esame obiettivo è inoltre fondamentale per raccogliere dati anamnestici che possono evidenziare problemi alla nascita ed inoltre per poter valutare la lassità capsulo-legamentosa o l’eventuale rigidità che possa far pensare a possibili cause ossee.
La fisioterapia è importante e spesso sufficiente per risolvere il problema. È utile camminare alternativamente sulle punte dei piedi e sui talloni, camminare su terreni accidentati a piedi nudi, ad esempio sulla ghiaia o sulla sabbia e far raccogliere piccoli oggetti sul pavimento con le dita dei piedi. Le ortesi plantari sono ausili che collocati sotto un piede deficitario servono a dargli appoggio, correggere le deformità e migliorare la sua funzione. I plantari devono rispondere ad una serie di requisiti fondamentali. Dovrà essere sempre e comunque l’ortopedico a decidere il da farsi e a consigliare l’uso eventuale di plantari per stimolare l’arco plantare e ridurre il dolore. Solo nei casi più gravi e piuttosto rari – rigidità del piede con dolore intenso e alterazioni nell’andatura dei bambini – può rendersi necessario il trattamento chirurgico. Fino a quando le ossa dei bambini continuano a crescere è possibile curare i piedi piatti, l’età massima per invertire il quadro clinico si aggira intorno ai 15 anni.
Sahalima Giovannini
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