

l denti del giudizio, sono così catalogati perché si presentano in età adulta, va curato oppure tolto? Questi denti possono creare problemi alla salute della bocca, come carie e infiammazioni
Gli ultimi denti a comparire nella nostra bocca sono gli ottavi, allocati in fondo alle arcate dentarie: appunto i denti del giudizio. La conoscenza comune li definisce denti del giudizio, proprio perché erompono in età adulta, dopo i 18 anni, mentre gli altri denti definitivi erompono tra l’infanzia e la prima adolescenza. I denti del giudizio sono un elemento problematico, a causa della loro posizione in fondo alle arcate dentali. Non sempre fanno la loro comparsa, ma quando succede spesso rappresentano un problema per il cavo orale. Il 30 % dei giovani di oggi non hanno la presenza del dente del giudizio.
Come spiegano gli esperti della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia – Sidp, il dente del giudizio è l’ultimo a spuntare e raramente ha sufficiente spazio per erompere al posto giusto. Questo dente è difficile da pulire per la sua posizione, spesso causa aumento del rischio di parodontopatie, può attivare l’infiammazione cronica delle gengive e può addirittura portare alla caduta dei denti contigui. Un linfonodo ingrossato sotto la mascella, una gengiva dolorante o, a volte, anche un mal di orecchie, questi possono essere i sintomi di un’infezione in corso, da non sottovalutare. Il dente del giudizio è un – non dente- ovvero se si perde, non vi è nessun danno funzionale. Per questo nella quasi totalità dei casi dovrebbe essere estratto se non è in posizione anomala, come succede quasi sempre. Intorno agli 80 anni di età, spesso, una persona su 5 ha ancora un dente del giudizio ma nessuno lo ha sano. Questi denti possono dar vita a vari problemi: dalle carie alle gengiviti fino alle cisti apicali. Le restanti 4 persone sui 5 ottantenni lo hanno tolto oppure non lo hanno mai avuto, come dimostra uno studio finalndese condotto su circa 300 anziani, pubblicato sul Journal of Oral&Maxillofacial Surgery.
Spesso, si verificano danni ai tessuti di sostegno che raggiungono anche il molare precedente a quello del giudizio, fino alla vera e propria perdita di questo dente, che a differenza di quello del giudizio è invece un dente funzionale. A volte il danno può estendersi anche al resto della dentatura. Se il dente del giudizio spunta solo parzialmente, ospita una quantità enorme di placca batterica. È praticamente impossibile tenere questi denti liberi da placca e pulirli in modo corretto con spazzolino e filo, spesso sono responsabili, di un maggior numero di lesioni parodontali anche su denti distanti. I denti del giudizio costituiscono un vero e proprio serbatoio di germi e possono diventare fonte di infezione anche su protesi ortopediche o cardiovascolari. I batteri della bocca, infatti, attraverso la circolazione sanguigna, possono creare infezioni e sepsi. Il dente del giudizio è un sorvegliato speciale anche per chi ha problemi di carie: proprio in quanto difficile da pulire, rischia maggiormente di cariarsi e far cariare il dente adiacente. Il consiglio è dunque, oltre a effettuare una corretta igiene orale a domicilio dopo ogni pasto, sottoporsi all’igiene professionale in uno studio dentistico almeno una volta all’anno. Un’attenzione in più dovrebbero averla le donne in cerca di una gravidanza. Durante l’attesa sono sconsigliati i farmaci, quindi prima di affrontare una gravidanza, tra i tanti esami che si fanno, sarebbe consigliabile far controllare anche i denti del giudizio per evitare ascessi.
Secondo letteratura scientifica attuale, estrarre il dente del giudizio è spesso la scelta migliore, ma bisogna fare i conti con l’età. Se il dente è sotto la gengiva e non ha prospettiva di eruzione, è accettato lasciarlo in sito. le linee guida più recenti consigliano di estrarlo se in posizione ottimale con un intervento ambulatoriale prima dei 25 anni, poiché in questo caso le lesioni delle mucose a cui è associato guariscono spontaneamente nella quasi totalità dei casi. La guarigione spontanea diventa meno probabile superata questa età. Inoltre, nei giovani, sono anche molto più rare le complicanze chirurgiche gravi legate dell’estrazione. Se il dente è ben fuoriuscito toglierlo non comporta rischi particolari. Chi, invece, lo ha parzialmente erotto ma ha superato i 25 anni di età, dovrebbe comunque monitorarlo per poi estrarlo non appena sia possibile “afferrarlo”.
Lina Rossi
con la collaborazione del dott. Ugo Mondin, Medico chirurgo specializzato in protesi dentale.
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