Internet favorisce l’isolamento dei ragazzi, vediamo come intervenire

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Internet favorisce l’isolamento dei ragazzi, vediamo come intervenire

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Che internet e più in generale, i giochi elettronici non siano il massimo per mantenere attivo un individuo, non è una novità. Quello che non si sapeva è che può provocare un vero e proprio disturbo di tipo neurologico. Si tratta della cosiddetta sindrome di Hikikomori , è un disturbo dell’umore collegabile alla fobia e ai disturbi ansiosi, portando ad un totale isolamento dal mondo esterno. Questo disturbo, che in realtà non è del tutto corretto definire sindrome, è piuttosto uno stile di vita. Il nome Hikikomori deriva da un termine giapponese ed indica il volontario isolamento da tutto il resto del mondo, cercando una vita caratterizzata da livelli estremi di isolamento. Il disturbo viene definito così perché i primi casi vennero diagnosticati proprio nel paese del Sol Levante. Un caso celebre di ritiro sociale è la principessa Masako, moglie del principe Naruhito.

Un vero e proprio disturbo dell’umore
L’hikikomori può diventare un problema serio, perché spinge a rinchiudersi in se stessi, a interrompere i contatti con il mondo, a ridurre la propria esistenza ai minimi termini, privandosi di qualunque interesse. Il problema diventa più serio se l’indifferenza e l’isolamento coinvolgono ambiti vitali dell’esistenza, come lo studio, gli amicizie e soprattutto il lavoro e la cura di se stessi. Si corre infatti il rischio di lasciarsi veramente andare e con il tempo di non avere più a disposizione mezzi di sostentamento. IL problema di oggi è che i neurologi rintracciano proprio nell’uso eccessivo della rete e dei videogiochi una concausa allo scatenamento di casi di hikikomori, forse ritmi di vita normali e attivi, non farebbero precipitare il soggetti nei casi estremi. Gli esperti del reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesu’ di Roma, infatti ravvisano un collegamento tra questo stato letargico, con sintomi depressivi e l’eccessivo uso della rete. I giovani hikikomori trascorrono gran parte del tempo intrattenendo relazioni virtuali, dalle chat fino ai videogiochi. Sono quindi individui totalmente privi di contatto sociale e, poco per volta, perdono le competenze della comunicazione. Il disturbo presenta elementi di analogia con sindromi note da tempo come la sindrome di Asperger e le psicosi, richiede quindi una attenta valutazione psichiatrica da verificare fin dai primi segnali di isolamento per evitare il rischio di cronicizzazione del disturbo e favorire percorsi di terapia adeguati.

Le conseguenze dell’uso eccessivo
L’utilizzo della rete porta molti ragazzi a vivere in un mondo pressoché inesistente. Chi utilizza un videogioco è fondamentalmente un giocatore solitario, anche se gioca in coppia o in gruppo connettendosi con gli amici. Un fatto pericoloso per giovani in fase di crescita, loro hanno un grande bisogno di relazionarsi con i propri simili per una corretta crescita psico-fisica a scuola, nello sport e con gli amici. Con il videogioco si creano infatti false relazioni interpersonali, che non hanno alcuna attinenza con la realtà. Nuove relazioni illusorie vengono a stabilirsi con l’oggetto tecnologico favorendo la distanza dalle emozioni sempre più virtualizzate e, pertanto, difficilmente riconosciute come tali e come proprie. Si possono creare anche relazioni di tipo ossessivo-compulsive: con lo strumento tecnologico si crea cioè una specie di rapporto di dipendenza, esattamente come succede con gli stupefacenti. Se il ragazzo è privato dell’oggetto desiderato va incontro a sintomi di astinenza come irritabilità, aggressività, nervosismo, azioni sconsiderate. I problemi fisici causati da internet sono anche altri. L’esposizione ai campi magnetici del gioco elettronico fa produrre all’organismo dei ragazzino una quantità minore di melatonina, l sostanza deputata alla produzione degli ormoni sessuali. La crescita corretta potrebbe quindi subire delle interferenze. Non solo: la corretta produzione di melatonina favorisce anche il ritmo sonno-veglia, assicurando un buon riposo notturno. Il sonno è il mezzo per rafforzare i processi mnemonici fissando le esperienze e le informazioni acquisite con l’attività diurna e poiché il sonno risulta disturbato, anche la memoria ha difficoltà a essere efficiente. Tutto questo ha ripercussioni sul rendimento scolastico e sulla prontezza di spirito, cosa che condiziona anche i rapporti con gli amici. Se i genitori notano atteggiamenti di questo tipo dovrebbero rivolgersi prima possibile al pediatra o al medico di famiglia per essere indirizzati verso gli specialisti per avere una valutazione ed eventuale diagnosi e percorso terapeutico da attuare.

Giorgia Andretti

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