

Si chiamano pillole del giorno dopo o dei cinque giorni dopo, ma gli esperti ribadiscono l’importanza di definirle – contraccezione di emergenza – perché questo devono essere, appunto: un sistema da usare proprio in caso di assoluta emergenza, quando non è stato davvero possibile pensarci prima, ricorrendo a una contraccezione pianificata e regolare. L’ideale è quindi ricorrere alla contraccezione: pillola classica, oppure al cerotto agli ormoni o ancora all’anello vaginale, senza dimenticare il ruolo insostituibile del profilattico come difesa per le malattie sessualmente trasmissibili. Tuttavia le pillole della contraccezione di emergenza esistono ed è importante imparare a usarle quando necessario, informandosi anche sulla possibilità di accedervi. Eppure ci sono ancora molti aspetti poco noti su questo farmaco.
Molte donne, per esempio, non sanno che per le maggiorenni è possibile andare in una qualsiasi farmacia e procurarsi la pillola senza necessità di ricetta medica. Eppure, la liberalizzazione esiste ormai da due anni, ma la notizia non è giunta in modo chiaro alle donne. Solo una su cinque sa che il farmaco di nuova generazione il cui principio attivo è ulipristal acetato, si può acquistare senza ricetta. È emerso da un’indagine di SWG-Health Communication presentata nei giorni scorsi a Roma e condotta attraverso un questionario a cui hanno risposto 500 donne tra i diciotto e i quarant’anni. Per il 69% delle intervistate è molto importante che una donna possa decidere e programmare quando avere dei figli e il 70% è molto favorevole all’uso di contraccettivi. La quasi totalità delle donne, il 90%, ritiene utile la contraccezione di emergenza, eppure oltre la metà delle donne intervistate pensa sia pericolosa, questo perché spesso si fa confusione tra la pillola del giorno dopo e quella dei cinque giorni dopo. Solo il 17% delle donne sa che esiste una differenza tra i due prodotti ancora meno sanno che il farmaco a base di ulipristal acetato è più efficace se presa il primo giorno dopo il rapporto a rischio. Più che informarsi dal ginecologo, dal medico di base o dal farmacista, le donne che hanno dichiarato di conoscere le differenze tra i due farmaci hanno utilizzato Internet, letto riviste e giornali o si sono informate da amici e parenti.
La pillola dei cinque giorni dopo è caratterizzata dalla presenza di ulipristal acetato, un inibitore selettivo dei recettori per il progesterone, che blocca l’ovulazione. E’ un principio attivo ad azione più lunga rispetto a quella del levonorgestrel, contenuto nella pillola del giorno dopo. L’ulipristal ha la capacità di interferire con il meccanismo dell’ovulazione, impedendo a priori l’incontro tra spermatozoi e ovulo. Sia per il levonorgestrel, sia per l’ulipristal, l’efficacia contraccettiva dopo 12 ore è del 95%. La capacità di azione del levonorgestrel scende al 25% dopo 120 ore, cioè dopo circa cinque giorni. L’ulipristal acetato dopo cinque giorni è ancora efficace, seppur meno rispetto alla somministrazione nelle prime 24 ore dopo il rapporto a rischio. Per questo, gli esperti raccomandano comunque di non attendere troppo e di assumere anche l’ulipristal prima possibile, senza lasciare passare i cinque giorni. La pillola dei cinque giorni dopo non deve essere vista come un contraccettivo da assumere regolarmente, dopo ogni rapporto sessuale a rischio. Può essere utile nel caso in cui si rompa il preservativo, oppure quando una donna, per determinate ragioni emotive, si trovi coinvolta in un rapporto sessuale non pianificato e previsto.
Anche la pillola del giorno dopo è utilizzata per la contraccezione di emergenza. È a base di levonogestrel, un progestinico in grado di bloccare l’ovulazione, cioè la produzione della cellula uovo matura dalle ovaie femminili, impedendo l’incontro tra l’ovulo maturo e lo spermatozoo dell’uomo. Deve essere assunta appena possibile dopo il rapporto sessuale a rischio: prima la si assume, maggiore è l’efficacia contraccettiva. Può essere acquistata in farmacia dietro presentazione di ricetta medica. Se il rapporto sessuale a rischio avviene durante la notte e nel fine settimana è necessario contattare la guardia medica, oppure rivolgersi al pronto soccorso.
Giorgia Andretti