Problemi adolescenziali in aumento con poco sonno da bambini

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Problemi adolescenziali in aumento con poco sonno da bambini

Il sonno disturbato nei bambini di pochi mesi può essere fisiologico ma, è appunto una questione di tempo, perché non opportune indicazioni il bambino può acquisire un ritmo del sonno regolare nel rispetto delle variazioni della quantità di luce e buio e dei tempi di sonno – veglia della   famiglia. Le notti insonni, gli incubi, le paure notturne che si presentano più avanti, quando ormai il timore di fare la nanna da solo dovrebbe essere risolta, non sono un segno rassicurante ed è bene parlarne con il pediatra. Infatti, potrebbero essere collegati a disturbi psichici nell’adolescenza.

Risvegli notturni frequenti: autostrada verso i problemi

A sostenerlo è uno studio della Scuola di psicologia dell’Università di Birmingham. I ricercatori hanno collegato il tipo di sonno notturno, ovvero frequenti risvegli nella notte, agli adolescenti con iniziale esperienza psicotica. Gli esperti hanno anche scoperto che i bambini che dormivano meno di notte perché andavano a letto più tardi, avevano maggiori probabilità di avere un disturbo borderline di personalità durante l’adolescenza. Tuttavia non è solo il sonno disturbato a generare queste problematiche, anche se è uno dei catalizzatori più frequenti. I risultati, pubblicati su Jama Psychiatry, supporterebbero l’evidenza che l’insonnia contribuisca alla psicosi ma suggerirebbero, secondo gli studiosi, la presenza di queste difficoltà già anni prima delle esperienze psicotiche.

Attenzione all’insonnia nei bambini

Alcune alterazioni del ritmo del sonno sono piuttosto comuni e a volte scompaiono senza che il bambino ne abbia memoria. È bene però non sottovalutare la paura del buio e dell’ignoto, fisiologica nei primi anni di vita, ma non oltre l’età scolare. È a questa età, infatti, che i bambini sviluppano una fervida immaginazione, anche a causa delle nuove esperienze che vivono ogni giorno. Così, di notte, al buio, la loro cameretta si popola di mostri immaginari è belve feroci. Altro problema ricorrente sono gli incubi notturni: iniziano a presentarsi tra i due e i sei anni, periodo fondamentale nella crescita di un bambino. È questa l’età in cui si frequentano nuovi ambienti: asilo, la scuola con frequenze al di fuori della cerchia famigliare. La conoscenza di altri bambini apre al nuovo mondo fuori casa. Si vivono nuove emozioni, esperienze e scoperte spesso positive ma non sempre piacevoli. A volte rivive gli avvenimenti negativi durante la notte, sotto forma di incubi: ed ecco che il piccolo si sveglia piangendo e chiama la mamma. Se i brutti sogni si ripetono per molti giorni, a poco a poco il bambino associa il sonno alla paura e rifiuto di lasciarsi andare al sonno ristoratore.

Il terrore della notte ovvero il pavor nocturis

Altra manifestazione: il pavor nocturnis  può disturbare la notte dei bambini con crisi di terrore vero e proprio. I pediatri indicano con questo termine le crisi che possono colpire i bambini tra gli otto mesi e i quattro anni. Nel cuore della notte, il bambino si sveglia urlando, si agita, suda e non riconosce i genitori perché pur stando gli occhi aperti, in realtà è quasi al termine del sonno profondo. Questi fenomeni chiamati parasonnie, hanno un’origine ancora sconosciuta, diversa da quella dei brutti sogni, perché si verificano soprattutto tra la fine del sonno profondo e l’inizio del sonno REM. Non bisogna preoccuparsi eccessivamente: infatti il bimbo si calma da solo nel giro di una decina di minuti e, il mattino seguente, non ricorda nulla. È necessario rassicurare il bambino con il contatto fisico ma senza svegliarlo, si impaurirebbe. Se questi problemi, di cui peraltro il bambino non ha il ricordo, danneggiano la sua serenità, è opportuno parlarne con il pediatra.

Lina Rossi

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