Quando arriva l‘ora del bagno
8 Giugno 2001
I bambini dell’Archè
14 Giugno 2001

Papà troppo teneri

Più attivi nella cura della prole, i padri moderni stentano a farsi obbedire anche quando alzano la voce

Che fatica stabilire delle regole che consentano di mantenere un livello minimo di controllo sul comportamento dei figli. E poi? Appena il bambino si trova i casa con il papà le deroghe si sprecano. Le ultime ricerche in tema di menagè familiare, infatti, rilevano una flessione nel tasso di autorevolezza dei papà. Uomini sempre più abili nel cambio del pannolino, nella preparazione delle pappine, esperti nello svago e nel divertimento, sempre pronti a scarrozzare il piccolo al cinema o al luna-park, ma a disagio quando si tratta di fare la voce “grossa”.
Concedere, si sa, risulta più agevole che reprimere, e la vecchia e gloriosa espressione “guarda che lo dico a papà” orami risuona obsoleta e poco efficace. I papà che si fanno intenerire troppo, che si mostrano troppo tolleranti, possono inoltre influire negativamente sullo sviluppo del bambino.
Gli esperti esortano i padri a ritrovare un nuovo equilibrio in quanto, se il padre abdica al ruolo di adulto e si trasforma solo in un compagno di giochi che al momento giusto non sa farsi rispettare, prima o poi le conseguenze si faranno sentire.
I figli non si sentiranno abbastanza protetti dal papà, il genitore che tradizionalmente rappresenta la forza e la sicurezza . E non solo. I bambini possono sentirsi confusi di fronte ad un padre che permette alcuni comportamenti e una mamma che, invece, li vieta. In sostanza, non dovrebbero profilarsi agli occhi del bambino due figure, una sicuramente “buona” ed una inequivocabilmente “cattiva”, anche perché le alleanze che verrebbero a stringersi, e che potrebbero lusingare il padre-protettore, porterebbero ad escludere la mamma-cerbero, interrompendo così la dinamica costruttiva dei rapporti familiari.

Quali contromisure adottare? Come prima mossa, per riportare la situazione ad un grado di salutare normalità, dovrete conquistarvi la stima e la fiducia di vostro figlio, senza eccedere nella clemenza, ma mostrandovi autorevoli quando serve in modo che, anche quando foste costretti a rimproverarli o a fare delle osservazioni spiacevoli, questi verrebbero accettati con maggior rispetto dal bambino che, quindi, sarà maggiormente propenso ad obbedirvi.
I momenti di svago, poi, non dovranno essere solo a vostro appannaggio. Lasciate che sia anche la mamma a trascorrere i principali momenti di divertimento con il bambino, in modo che il piccolo associ ad entrambi i genitori un immagine positiva e amichevole, senza che questo venga riservato solo a voi.
Allo stesso modo, dovrete accollarvi il peso delle mansioni più “ingrate”, come imporre al bambino di fare i compiti e controllare i risultati, o andare a parlare con gli insegnati.
Ricordate inoltre che vostro figlio percepisce molte cose anche dal modo in cui vi rivolgete a lui. Quindi, evitate di dirgli “se non ti comporti bene lo dico alla mamma” ma, sarà molto più produttivo ribadirgli che “mamma e papà si arrabbieranno molto se ti comporterai male”. E se vostra moglie dovesse sgridare il bambino per qualche malefatta, dovrete chiarire al bambino che voi siete d’accordo con la mamma e che lei lo ha sgridato non perché è cattiva, al contrario di voi, ma perché lui ha compiuto qualcosa di sbagliato. Allora una formula azzeccata, in questo caso, potrebbe essere la seguente: “Oggi ti ha sgridato la mamma per quello che hai fatto, ma se lo rifarai nuovamente ti sgriderà anche papà”. A buon intenditor…

 

Giancarlo Strocchia

Registrati o Accedi

Lascia un commento