Terza media, ecco il primo esame con cui i nostri figli si confrontano

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Terza media, ecco il primo esame con cui i nostri figli si confrontano

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L’esame di terza media è forse la prima, vera prova nel corso di studi dei nostri figli. Fino a qualche anno fa c’era anche quello di quinta elementare: semplice ma per certi versi impegnativo, era un primo approccio per confrontarsi con adulti che non fossero i genitori o le maestre, da un punto di vista emotivo e intellettuale. Oggi, questa prova è stata spostata più avanti, quando i ragazzi sono forse più pronti. Stiamo parlando dell’esame di terza media, un appuntamento con il quale i nostri adolescenti stanno per confrontarsi: ormai siamo quasi agli sgoccioli, ma è proprio nelle ultime settimane che ci si impegna per lo sprint finale. Studiare regolarmente negli ultimi giorni è importante e, se lo si fa con metodo, si può arrivare più preparati e più tranquilli.

Un po’ di studio tutti i giorni
L’esame di terza media è composto da prove scritte e da un colloquio orale, oltre che dalle cosiddette prove INVALSI. Sicuramente è una prova impegnativa, ma niente paura: se si è fatto il proprio dovere per tutto l’anno, non si deve avere troppo timore. Se, invece, si è stati un po’ pigri, con un poco impegno è possibile dimostrare agli insegnanti il vero valore per prendere un voto migliore. Quindi, tanto vale stringere i denti: dopo gli esami ci sarà un’estate lunga, libera da impegni, per riposarsi e divertirsi. Aiutiamo quindi i nostri ragazzi nell’organizzazione dello studio orale. Se studiare viene visto come un’attività noiosa o faticosa, è preferibile far esercitare il ragazzo nelle ore del mattino, quando il clima è fresco e la mente più riposata e ricettiva. Se, invece, nostro figlio è un ragazzino ricettivo e riesce a concentrarsi e memorizza velocemente, possono essere utilizzate anche le ore pomeridiane. L’importate è che, sia nello studiare le materie orali sia nel ripassare la tesina che l’esposizione venga fatta a voce ben sostenuta: l’esercizio è utile per abituarsi ad ascoltare la propria voce e a pronunciare ad alta voce un linguaggio più ricco di sinonimi. Un buon programma e quello che prevedere la costruzione di schemi con annotate date e concetti, utili anche per un ripasso finale. La tesina sui vari argomenti è un punto di forza: va elaborata trovando argomenti originali e un po’ nuovi per le varie materie. Deve essere un modo per mostrare ai professori che si è seguito un percorso autonomo nello studio e si è in grado di gestire diverse fonti: non va bene, quindi, copiare da un libro o da internet, ma è importante saper rielaborare contenuti provenienti da varie fonti, come enciclopedie, DVD, altri libri di testo validi, perfino servizi giornalistici e musei.

Come affrontare le prove scritte
Anche per gli scritti ci si può preparare, esercitandosi nei giorni precedenti a fare qualche tema, o qualche esercizio di matematica o ancora ripassando il programma di lingua straniera. Per il tema, il consiglio è far scegliere il titolo che piace di più, non quello che si suppone sia più approvato dall’insegnante. Guidiamo i ragazzi nella lettura del titolo, capire di cosa si vuol parlare e poi trovare gli argomenti e soprattutto, non uscir fuori dalla traccia. Andare fuori tema penalizza anche il componimento meglio scritto. Suggeriamo di utilizzare il foglio della brutta per scrivere la scaletta, che normalmente si compone di introduzione breve, corpo centrale in cui si sviluppa la traccia e conclusione. La conclusione deve essere legata al resto del testo e non deve lasciare alcun interrogativo aperto, nessun punto poco chiaro deve trasparire dalla conclusione. Per prepararsi alla prova di lingua, è utile soprattutto ripassare i tempi verbali e le espressioni idiomatiche: sarebbe opportuno che un genitore più introdotto nella lingua straniera desse una mano, ascoltando la parte orale. La prova di matematica consiste, essenzialmente, nello svolgimento di esercizi che sono stati studiati durante l’anno. È bene fare un esercizio in brutta e poi, se non si è certi di averlo svolto bene, ripeterlo per assicurarsi del risultato. Per le Invalsi, è bene seguire i consigli degli insegnanti ed esercitarsi recuperando i test degli anni precedenti. E per finire, è importante soprattutto la concentrazione. Quindi la sera prima degli esami è bene accompagnare i nostri ragazzi a letto presto per essere ben riposati e pronti alla prima grande prova della loro vita.

Lina Rossi

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