

Dopo il legittimo periodo di riposo dai libri e quaderni, che solitamente corrisponde al mese di giugno, arriva il tempo dei compiti delle vacanze. È vero, davanti a noi abbiamo almeno 13 settimane al nuovo inizio della scuola, ma è meglio non aspettare troppo. Le settimane voleranno via velocemente ed il rischio è di arrivare ad agosto con tutto il lavoro da fare non è proprio remoto. Sono in molti vedere i compiti come una fatica inutile, soprattutto, in un periodo in cui i bambini, stanchi dopo nove mesi di scuola, dovrebbero riposare, ma se le maestre li hanno assegnati, tanto vale lavorare un po’. I lati positivi di sicuro ci sono: tenersi un po’ in esercizio nei mesi di vacanza, colmare eventuali lacune e approfondire aspetti di materie che sono state un po’ trascurate.
I compiti dovrebbero essere svolti nelle ore più fresche della giornata: l’ideale è dedicare venti minuti al giorno il mattino, dopo una buona colazione, quindi prima di correre in spiaggia, passeggiare nei boschi e sentieri o andare a giocare nel parchetto vicino a casa. Per i bambini delle elementari venti minuti al giorno sono sufficienti, per i ragazzini delle medie potrebbe essere opportuno aggiungerne altri venti per un totale di poco più di mezzora. Le ore pomeridiane sono le migliori per dedicarsi alla lettura, solitamente ai ragazzi viene suggerita una selezione di libri per l’estate. I ragazzini che trascorrono le vacanze con un adulto: mamme o nonni, sicuramente sarà più semplice far rispettare il programma dei compiti estivi come una routine quotidiana. In altri casi, può essere più complicato invogliare i figli a fare i compiti, sono molti i ragazzini a trascorrere alcune settimane nei campi estivi e spesso si aspettano le vacanze di mamma e papà per completare i compiti.
Organizzare i compiti estivi da subito e tutti i giorni è l’ideale per mantenere un buon allenamento nell’apprendimento. I bambini, se non è possibile utilizzare il tempo del mattino, dopo la colazione, potrebbero studiare un po’ prima del tempo della cena, dopo aver fatto la doccia, quando il fisico è piacevolmente stanco ma la mente è ben sveglia per dedicarsi a un po’ di studio. Se il bambino non ha proprio nessuno che lo segua nei compiti, si può prendere in considerazione la possibilità di ricorrere a una studentessa universitaria che, con un compenso minimo, gli dia una mano, ce ne sono anche nei luoghi di vacanza. Alternativa, si possono organizzare piccoli gruppi di studio assieme agli amici che non sono ancora andati in vacanza. Dopo il tempo dei compiti è sufficiente una buona merenda per recuperare le energie e poi via, tutti fuori a giocare. L’importante è non rimandare tutto ad agosto, nelle poche settimane di vacanza insieme ai genitori, con tutti i compiti ancora da svolgere, con la stanchezza in agguato e il nervosismo pronto a scattare. È anche opportuno evitare di criticare quegli insegnanti che riempiono il diario di compiti. È vero, i ragazzini devono riposare e giocare, ma, prima di tutto, devono imparare a rispettare le regole dispensate dagli insegnanti, l’autorità a garanzia del buon apprendimento così tanto utile per il loro sviluppo cognitivo e crescita personale.
Lina Rossi
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