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Propositi per il nuovo anno

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Facciamo compilare il “diario di bordo” per il 2011 ai nostri bambini: piccole semplici promesse per educarli al rispetto delle buone regole con responsabilità e senza stress.

Per noi adulti è quasi un obbligo iniziare l’anno nuovo con qualche buon “proposito”, che ci farà sentire migliori: smetterò di fumare, cercherò di arrabbiarmi meno, non sarò più criticona con i colleghi. E non importa se poi queste promesse non verranno mantenute del tutto (da recenti indagini la maggior parte di noi le dimentica dopo dieci giorni dall’averle formulate): ci danno comunque una certa carica di positività, come se al solo pensare a obiettivi edificanti li avessimo già in parte conquistati e ci avessero resi migliori. Potrebbe essere educativo suggerire anche ai nostri bambini di seguire un buon proposito. Dopo aver ricevuto tanti doni da Babbo Natale e dalla Befana, dopo aver trascorso giorni di vacanza tra coccole, dolci, giochi e sciate, è giusto che provino a dedicare una parte di loro stessi a qualcosa di positivo e di costruttivo. Che li aiuterà anche a sentirsi più grandi.

Una promessa per diventare grandi
Venivano chiamati fioretti, piccoli sacrifici, erano piccole, buone abitudini del tempo antico, quando la vita era meno facile e comoda ed era importante che i bambini crescessero in fretta, diventando parte attiva della famiglia. Oggi i nostri piccoli sono, giustamente, protetti e coccolati. Non per questo, però, è giusto sorvolare su loro abitudini sbagliate, su comportamenti che non condividiamo e che ci impegniamo quotidianamente a correggere. Una “promessa” nei primi dell’anno, fatto a Gesù se così detta il proprio credo religioso, a mamma e papà o semplicemente – se il ragazzino è sufficientemente maturo per capire – a se stesso, può avviare sulla strada di un impegno che può avere importanti risvolti pedagogici ed educativi. Impegnarsi per un determinato obiettivo, con il fine di non avere premi o regali, ma solo la soddisfazione di avercela fatta, può coinvolgerli e motivarli profondamente. E ottenere risultati sorprendenti.

Impegni semplici ma importanti
Proviamo a proporre noi a nostro figlio questo impegno da portare fino in fondo. Dice un po’ troppe parolacce? Non riordina mai i suoi giocattoli? Si fa ripetere cento volte che ci sono i compiti da fare, prima di sedersi alla scrivania? Partiamo da queste piccole mancanze e spieghiamo che è importante rimediarvi. Raccontiamo che ormai è abbastanza grande per capire che alcuni comportamenti sono sbagliati e che dipende solo da lui cambiare in meglio, per essere davvero una persona grande. Rassicuriamolo del fatto che, se riuscirà a migliorare quell’aspetto del suo carattere o del suo comportamento, noi genitori, ma anche i nonni, le insegnanti e gli amici saranno orgogliosi di lui. Non dimentichiamo che per i bambini è molto importante sentirsi approvati e apprezzati dagli adulti, che essi considerano le loro figure di riferimento. Sentirsi dire: “Sei riuscito a comportarti bene, siamo orgogliosi di te” per lui è un’importante fonte di gratificazione e di fiducia in se stesso, che lo spinge a perseverare nel meglio.

Una promessa da ricordare ogni giorno
Per aiutare nostro figlio a tenere fede al buon proposito, proviamo a metterlo nero su bianco. Meglio ancora: costruiamo assieme a lui un quadretto che porti scritta la promessa a cui tenere fede. Prendiamo un cartoncino abbastanza rigido, scriviamo (o lasciamo che sia lui a scriverlo, se è già in grado di farlo) al centro il buon proposito: Metterò a posto i miei giocattoli, cercherò di litigare meno con mio fratello, non dirò più brutte parole. Permettiamo che sia lui a stabilire qual è il tratto negativo del suo carattere che vorrebbe modificare: si sentirà più coinvolto e vedrà l’impegno come più piacevole e non imposto dall’alto. Lasciamogli colorare il quadretto con pennarelli, adesivi e tutto quello che gli piace. Suggeriamolo di appenderlo vicino al lettino, per averlo sempre presente. Gratifichiamolo con parole affettuose e di apprezzamento se vediamo che in effetti si impegna per tener fede al proposito, ma non sgridiamolo troppo se ci accorgiamo che fa fatica. Ogni giorno in cui si sarà comportato bene, come da proposito, segniamo con lui una crocetta colorata sul quadretto, oppure applichiamo insieme una stellina o un adesivo, come tante piccole medaglie di merito. Quando ne avremo contate tante, potremo fare un piccolo dono a nostro figlio. Ma non l’ennesimo gioco costoso: piuttosto, un pomeriggio speciale insieme alla famiglia, come un bel cinema, un teatro per ragazzi (link al pezzo di Marina), un pomeriggio in gita fuori città. Qualsiasi altro dono gli farebbe perdere di vista il suo vero obiettivo: l’impegno morale di stare diventando un ragazzino sempre migliore, di cui sono orgogliosi gli altri e di cui è fiero soprattutto lui stesso.

 

Giorgia Andretti

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