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Tuo figlio sa stare con gli altri?

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Un libro per aiutare i nostri bambini ad affrontare situazioni diverse, senza tradire la propria personalit¢

Un libro che si propone di offrire, a genitori ed educatori, gli strumenti per aiutare i bambini ad inserirsi con armonia in un mondo sempre pi fluido e competitivo, │ ardua impresa. Ad intraprenderla ci ha provato, con discreto successo, Nessia Laniado gi¢ direttrice delle riviste “Donna e mamma” e “Insieme”, che firma Mio figlio sa stare con gli altri. Come insegnare ai bambini a inserirsi in tutti gli ambienti rimanendo se stessi (Edizioni Red, € 9,50).

Secondo una indagine condotta nel 2002 dall’Istituto Italiano di Studi transdisciplinari (IPSA) e dall’European Psychoanalytic and Psychodynamic Association (EPPA) coordinati dallo psicoantropologo Massimo Cicogna, i bambini italiani sarebbero i pi “maleducati” d’Europa, seguiti da quelli francesi e spagnoli. Prendendo in esame un campione di 2000 bambini europei dai 5 ai 12 anni i nostri “ragazzini” hanno vinto l’Oscar di “Pierino la peste”. Stando per￲ ai risultati della ricerca, i maggiori responsabili di tanta maleducazione saremmo proprio noi genitori. Nel 42 per cento dei casi │ il nostro comportamento ad influire negativamente su quello dei figli; gli amici contano per un 28 per cento ed anche la tv ha le sue responsabilit¢, almeno per il 38 per cento.
Partendo da questi dati Nessia Laniado ha tracciano il percorso del suo libro chiedendosi se e come sia possibile insegnare ai bambini il rispetto di s← e degli altri senza penalizzare la loro spontaneit¢, se e come si possono trasmettere codici di comportamento adeguati all’ambiente e al momento, come insegnare loro a gestire le emozioni evitando di ferire il prossimo.

E’ un esercizio difficile? Pu￲ darsi, ma non impossibile se si parte da alcune considerazioni. Il bambino pu￲ capire le esigenze degli altri se noi stessi ci rivolgiamo a lui con la stessa attitudine. E’ in grado di accettare un no quando lui stesso inizia a dire “no”, e comincia prestissimo. “A 2 anni – scrive Laniado parafrasando la psicologa inglese Gianna Polacco Williams – un bambino dice un no ogni tre parole, │ il segno che │ pronto ad accettare i no degli altri. Ed │ importante cominciare da questa et¢ a porre dei limiti, perch← un bambino che supera bene l’et¢ dei no avr¢ meno problemi nell’et¢ della ribellione, dai 12 ai 16 anni”.
Renderlo partecipe e responsabile, │ la ricetta di sempre che per￲ │ sempre meglio ricordare. Abituiamo i nostri figli, ci invita Laniado, a discutere con noi senza pregiudizi e avendo ben chiaro che anche la forma ha la sua sostanza e i nostri piccoli gesti quotidiani possono contribuire nell’educazione del bambino al rispetto.

Il famoso regista francese Fran￧ois Truffaut sosteneva per￲ che │ meglio essere bambini maleducati e felici piuttosto che beneducati e infelici. E qualcosa ci attrae di questa affermazione, se non alto per giustificare i nostri “ragazzini” tanto invisi a livello europeo. Non ci interessa reprimere i nostri figli ma lavorare per trasformare la loro esuberanza in consapevolezza, affinch← imparino a valorizzare il proprio personalissimo modo di essere.

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Marina Zenobio

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