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La legge dei piccoli

Da Fabbri, Giunti e Carthusia tre proposte per i genitori che vogliono far conoscere ai figli i loro diritti

Qualche anno fa Carol Bellamy, direttore esecutivo dell’Unicef, dichiarò: “All’inizio di questo secolo i bambini non avevano diritti ma oggi possiamo dire che si chiuderà con una più potente tutela giuridica per i bambini che riconosce e protegge i loro diritti umani”.
Il riferimento era alla neonata Convenzione dei diritti del fanciullo la cui stesura, a cura della Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani, avrebbe tracciato dal 20 novembre 1989 in poi le linee guida per la tutela dei bambini contro le varie forme di negligenza, violazioni e abusi che i minori sono costretti a subire in ogni parte del mondo. La Convenzione è stata ratificata da 191 Stati, solo la Somalia e gli Stati Uniti non l’hanno ancora fatto. In Italia è diventata legge il 27 maggio del 1991.

Tuttavia i Rapporti redatti negli anni successivi dall’Unicef sono tutt’altro che confortanti: le nazioni più ricche non sono certo ai primi posti delle classifiche quando si tratta di diritti dei bambini, confermando ciò che in molti potrebbero aspettarsi, e cioè che il progresso economico non sempre garantisce lo sviluppo sociale. Allora è necessario continuare a parlarne e ad informare.
La seconda parte della Convenzione dei diritti dei bambini è dedicata proprio all’importanza di renderne noti i 54 articoli che la compongono e le regole per farla rispettare.
Ma quanti la conoscono al di là del sentito dire? E soprattutto in che modo far conoscere la Convenzione ai diretti interessati, i bambini e le bambine?
Stanno rispondendo a questa esigenza diverse case editrici progettando testi semplici e adeguati al linguaggio dei più piccoli, che torneranno utili anche ai grandi.

La Fabbri Editore con Il libro dei diritti dei bambini (€ 6,80) ci propone una guida adatta dagli 8 anni, realizzata con la consulenza e il patrocinio del Telefono Azzurro e la partecipazione straordinaria della matita di Joaquin Salvador Lavado, in arte Quino, che nel 1994 pubblicò “I diritti dei bambini secondo Mafalda”. Utilissime per gli adulti le ultime 20 pagine che riportando la versione integrale della Convenzione.

Lo zio diritto (€ 3,50) nasce, invece, dai progetti educativi della Giunti. Ai lettori dai 7 ai 10 anni Roberto Piumini regala una fiaba in versi dedicata ai bambini e ai loro diritti di cittadini del mondo. Chi è il misterioso “zio diritto” non lo sanno bene nemmeno Agostino e i suoi amici protagonisti del racconto. Ma hanno imparato che non si deve esitare a chiamarlo quando qualcuno ti fa delle prepotenze.

Per ragazzi e adulti c’è Diritto di Parola (€ 4,12) delle Edizioni Carthusia patrocinato da Unicef e Rotary Club. Si tratta di una raccolta – datata come stampa ma attualissima nei testi – di pensieri, voci, opinioni di bambini sui bambini e i loro diritti all’identità e all’espressione, all’istruzione al gioco, alla sicurezza e alla famiglia, all’uguaglianza e alla tutela dalla violenza… Sembrano ovvietà, ma non sempre né ovunque è così.

In Rete:
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Marina Zenobio

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