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I compiti a casa

Educatore, insegnante e padre di quattro figli, l’autore critica il ricorso allo studio in famiglia. Ecco perch←

“Non si insister¢ mai abbastanza sul fatto che qualsiasi rinvio sistematico allo studio a casa │ in realt¢ un rinvio alle ineguaglianze sociali e familiari degli studenti”. Parte da una tesi polemica il testo di Philippe Meirieu, I compiti a casa – Genitori, figli, insegnanti: a ciascuno il suo ruolo, (Feltrinelli, € 9,00), dedicato al problema dello studio individuale fuori dalle aule scolastiche. Da educatore, insegnante nella scuola media e padre di quattro figli, l’autore si rivolge a tutti gli operatori del mondo scolastico (studenti, genitori, gli stessi insegnanti) sostenendo in primo luogo che i compiti a casa andrebbero aboliti. Questo non perch← siano del tutto inutili ma perch←, in molti casi, diventano la spia di un sistema che non funziona perfettamente e che acuisce le differenze derivanti dalla diversa estrazione sociale degli studenti.

Un problema che ha a che fare con le condizioni socioeconomiche del nucleo familiare e con la rete di aiuti extrascolastici che i genitori possono fornire ai figli. Un problema che, nella tesi dell’autore, va risolto nella scuola e tramite la scuola attirando l’attenzione dei genitori, degli insegnanti e delle strutture educative sui ‘pericoli’ dello studio a casa.
I compiti sono infatti, secondo l’autore che │ anche direttore dell’Institut Nazionale de Recherche P←dagogique, fonte continua di conflitti e di un interminabile braccio di ferro familiare che, in realt¢, portano allo scoperto il tema cruciale della motivazione allo studio.

Senza schierarsi a favore dei genitori, dei figli o degli insegnanti, Meirieu si rivolge pertanto a tutti e passa in rassegna una serie di suggerimenti per rendere pi facile il passaggio critico dell’apprendimento individuale. Una buona dose di maturit¢ │ richiesta in particolare agli insegnanti che non devono sostituire un apprendimento istituzionale carente con il lavoro individuale. ‘Democratizzare autenticamente l’accesso alla conoscenza – sostiene l’autore – presuppone pi che mai che venga garantito agli studenti, in classe e nelle strutture istituzionali idonee, il sostegno che manca loro altrove: studi assistiti, controlli individualizzati e cos↓ via’.
Tuttavia, poich← questi strumenti di verifica o consolidamento dell’apprendimento sembrano irrinunciabili, il libro fornisce numerosi criteri e stratagemmi per migliorare il difficile m←nage ¢ trois, genitori studenti e famiglie, che governa la scuola elementare e media, almeno in Francia.

Come primo passo, Meirieu sottolinea la necessit¢ di tenere separata l’esperienza familiare da quella scolastica, sottolineando la complementarit¢ tra le funzioni di questi due soggetti ma invitando ad evitare che i loro ruoli si sovrappongano o che la famiglia invada il campo di competenze della scuola.
Ai genitore il libro offre infine suggerimenti sugli aiuti che possono dare ai loro figli. A volte basta poco: interessarsi al lavoro scolastico, premiare i risultati, assecondare le modalit¢ di lavoro anche se questo contrasta con le proprie abitudini.

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Antonella Valentini

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