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Coltivare l’autostima

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In tre testi, divisi per fasce d’età, i consigli pratici per aiutare i figli ad avere fiducia nelle proprie possibilità

Se la vita fosse una fiaba potremmo paragonare i genitori ad un mago e ad una fata che hanno il magico potere di trasformare i loro piccoli, che alla nascita non hanno alcuna opinione di se stessi, in futuri adulti sereni, pronti ad affrontare la vita con la sicurezza necessaria a fronteggiare le mille difficoltà che questa riserverà loro. Infatti, l’opinione che un bambino ha di se stesso corrisponde all’opinione che di lui hanno le persone ad egli più prossime. Mamme e papà rivestono quindi un ruolo fondamentale nella costruzione dell’autostima dei loro figli i quali, se cresceranno sentendosi amati e sostenuti nelle loro iniziative, svilupperanno una sana fiducia nelle proprie capacità. Non si tratta di permettere ai propri figli tutto, in maniera indiscriminata, ma di seguirli anche vietando loro un comportamento negativo, ma indicando sempre un percorso alternativo.

L’autostima dei bambini da 0 a 6 anni (€ 6) è il primo di tre libri, scritti dalla psicologa canadese Danielle Laporte, proposti dalla casa editrice San Paolo con l’obiettivo di suggerire ai genitori gli atteggiamenti pedagogici più adatti a favorire lo sviluppo dell’autostima nei propri figli. Libri che vogliono essere uno strumento pratico, in un certo senso un promemoria per aiutare i genitori a seguire giorno per giorno non solo i progressi fisici dei figli, ma anche quelli psicologici verso lo sviluppo di una identità positiva. In questo primo testo emergono le sei parole chiave di lungo questo percorso: piacere, amore, sicurezza, autonomia, orgoglio e speranza. Il piacere che il corpo riceve attraverso le carezze, i baci; il piacere di imparare giocando e di vivere in società: chi prova piacere durante l’infanzia avrà la possibilità, nei momenti futuri più difficili, di tornare a questa intima esperienza di soddisfazione. L’amore che fa sentire il bambino importante e unico. La sicurezza che i genitori possono dare riducendo al minimo i cambiamenti, mettendo dei limiti realistici e che rispondono alle esigenze dei propri figli. L’autonomia, che è la capacità di lasciare al bambino la possibilità di “fare da solo”, tentando e rischiando, senza però che il genitore trascuri il suo senso di responsabilità. L’orgoglio di sé, che ogni bambino deve imparare ad avere dando valore ai suoi successi, ai suoi buoni comportamenti. La speranza che significa insegnare al bambino a darsi delle mete realistiche e a sforzarsi per raggiungere un obiettivo. Sei parole che indicano un percorso, un modo per favorire la costruzione dell’autostima dei nostri figli dalla nascita fino a 6 anni, la fascia di età in cui i bambini si formano un’immagine di sé osservando i genitori e ascoltandoli. L’autostima, scrive l’autore, è quella fiammella che brilla nel fondo degli occhi di un bambino quando la mamma o il papà lo lodano o gli esprimono la loro soddisfazione.

Il secondo libro, L’autostima dei ragazzi da 6 a 12 anni (€ 6) – che Laporte firma insieme alla sua connazionale Lise Sévigny, insegnante e infermiera – è scritto nel segno della continuità con il precedente, per aiutare i genitori ad accompagnare i figli verso l’adolescenza, per favorire il passaggio dal pensiero all’azione lavorando contemporaneamente, oltre alla costruzione dell’autostima dei nostri figli, anche al consolidamento della nostra, cosa innegabilmente vantaggiosa. Il periodo che va dai 6 ai 12 anni è cruciale per lo sviluppo dell’autostima, sempre più persone giudicheranno il bambino e molte ricerche dimostrano che l’autostima è indispensabile per prevenire problemi come l’abbandono scolastico, difficoltà di apprendimento, abuso di droga e alcol. Per i genitori che hanno un figlio in questa fascia di età è importante essere presenti con l’affetto, mettendo in evidenza i suoi punti di forza, favorendo l’espressione delle sue emozioni, aiutandolo ad accettare gli errori, incoraggiandolo e motivandolo.

La trilogia si chiude con L’autostima degli adolescenti (€ 6) che Danielle Laporte firma con altri due canadesi, entrambi psicoeducatori, German Duclos e Jacques Ross. Per il consolidamento dell’autostima anche l’adolescenza è un periodo fondamentale, un momento della vita in cui ogni persona deve trovare la propria identità. Per fare questo l’adolescente deve correre il rischio di staccarsi dai genitori per esplorare le relazioni con gli amici e i rappresentanti dell’altro sesso. E’ necessario l’aiuto dei genitori e degli educatori ma bisogna tener presente che non è facile entrare nell’universo degli adolescenti, anche se con l’intenzione di valorizzarli, perché quello che essi cercano è di allontanarsi dagli adulti. A questo punto il compito degli adulti è quello di permettere agli adolescenti di realizzare quanto hanno di meglio di sé standogli vicino nei momenti difficili, nei momenti in cui i genitori diventano i garanti delle forze positive dei loro ragazzi che si avviano verso l’età adulta. Senza dimenticare che l’autostima è il valore che una persona attribuisce a se stessa nei diversi ambiti della vita ma la sua costruzione è un processo che non ha mai termine.

In Rete
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Marina Zenobio

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