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Alle prese con i nipoti

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I nonni amano i bambini, anche quando sono “rompiballe”: confessione semiseria di un nonno innamorato.

Non è una scelta quella di essere nonni. Si può decidere quando essere genitori, ma quando essere nonni proprio no. Dipende dai nostri figli, dalle loro scelte, dalle loro esigenze, dalle diverse variabili che definiscono la vita di ciascuno. Eppure, a differenza di tutte le altre “scelte obbligate”, diventare nonni è, quasi sempre, una “meravigliosa imposizione”. Perché il rapporto che nasce tra un nonno e il suo nipotino è davvero qualcosa di speciale.

Tanto speciale da far dimenticare in un istante tutti i dubbi e le difficoltà legati all’avanzare dell’età. Tanto trascinante da trasformare in bambino anche il nonno o la nonna più anziani e malinconici. Tanto coinvolgente da diventare, qualche volta, persino “invadente”. Sì perché essere nonni non vuol dire necessariamente cessare di avere voglia di libertà o di desiderare momenti di svago e… di intimità. Capita che i nonni siano ancora innamorati. E capita che gli amati nipotini si rivelino, a volte, dei piccoli “guastafeste”. Proprio come succede ai protagonisti di un nuovo libro dal titolo Nonni innamorati, nipotini rompiballe (San Paolo Edizioni; € 13,50), un racconto leggero, brioso ed umoristico per vivere (o rivivere se si è già nonni) le quotidiane avventure di due nonni comuni impegnati a custodire i loro pestiferi nipotini.

L’autore è Fausto Bertolini, filosofo, regista, programmista ma, soprattutto, nonno. Un nonno di quelli che sanno cogliere il lato umoristico di ogni circostanza, anche di quella indesiderata di un nipotino rompiscatole. Basta calarsi nei personaggi del suo libro per toccare con mano il suo spirito critico e ironico. E per scoprire che la sua realtà quotidiana non è altro che la realtà quotidiana di tutti o quasi tutti i nonni. La storia infatti è quella di un nonno e di una nonna (lui scrittore, lei casalinga) assai comuni, alle prese con due nipotini, fantastici certo, ma che tuttavia, quando ci si mettono, sembrano esser nati per interrompere i momenti di maggiore tranquillità, divago e intimità dei due anziani coniugi. Non ci sono avventure mozzafiato, né trattati filosofici o pedagogici in questo libro. Tutto ciò che si racconta è semplicemente la normalità della vita quotidiana di una famiglia. Una famiglia dove il valore portante è senza dubbio l’amore.

“E’ un libro che ti prende”, dice l’autore. Ed è vero. Perché leggendolo ci si rende conto che tutto ciò che arriva al lettore non è altro che una “vera” e condivisa interpretazione della vita. Che è fatta di sorprese, di meraviglie, di poesia, di fedeltà, di lavoro, di senso della paternità e della maternità. E perché no anche di nipotini “rompiballe”. Ci sono momenti in cui i cari figli dei figli diventano così. Inutile negarlo. La vita è fatta anche di questo. Basta saper affrontare le cose nel modo giusto. Basta saper riflettere sulla vita e i suoi valori che, come ricorda l’autore, dopo tutto esistono.

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Paola Ladogana

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