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Aiuto un fratellino!

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Un libro per i genitori e due racconti per i bambini: comune denominatore la gelosia del primogenito

“E’ geloso del fratellino”. E’ l’espressione comune che giustifica il comportamento di protesta che quasi tutti i primogeniti mettono in atto quando il nuovo venuto fa il suo ingresso in casa. La perdita di “posizione”, che l’arrivo di un fratellino comporta, genera nel figlio più grande una naturale reazione di ostilità, i cui segnali sono di facile interpretazione: il bambino comincia a mostrare atteggiamenti immaturi per la sua età, accusa improvvisi malesseri, dà vita ad ostinati capricci. Ma la rabbia che il primogenito esprime nei confronti del fratellino non va letta come un rifiuto del bambino “rivale”: è, piuttosto, una richiesta di rassicurazione che nasce dal timore di essere “dimenticato” o “rifiutato” . A questa richiesta va data, per quanto possibile, una risposta positiva, senza condannare i sentimenti del piccolo, ma convincendolo dell’assoluto vantaggio che si trae dall’avere un fratellino o una sorellina. Ecco allora due testi dedicati ai bambini per rendere l’evento della nascita del secondo figlio un momento “lieto” anche per il primo figlio. Ed un testo ironico, dedicato ai genitori che, sorridendo, voglio scoprire quali “danni permanenti” può provocare la gelosia per il secondogenito.

Partiamo da quest’ultimo. Si intitola il Il ciuccio in gola (Prospettiva editrice, € 10,00) ed è stato scritto a quattro mani da Daniela Attilini e Laura Pacelli. Le due autrici hanno in comune il lavoro, quello di autrici televisive, e soprattutto il fatto di essere primogenite mai “guarite” dall’arrivo di un fratellino, nel primo caso, e di una sorellina, nel secondo caso. Daniela Attilini e Laura Pacelli negano che all’origine di questo pamphlet contro i secondogeniti – ignobilmente viziati, inspiegabilmente giustificati, vergognosamente preferiti dai genitori – ci sia la gelosia degli anni infantili, ma mentono sapendo di mentire. Giancarlo e Margherita, questi i nomi dei due fratellini che hanno rischiato di ritrovarsi con un “ciuccio in gola”, saranno anche caratteri particolari – svogliati, volitivi, inaffidabili – ma per riuscire ad “annientare” due persone così come fanno le nostre due autrici ci vuole un odio sincero, primogenito, ancestrale. L’odio inconfessabile che ogni bambino prova nei confronti del nuovo arrivato. Strappandovi più di qualche sorriso Il ciuccio in gola vi permetterà di appurare quanto quest’odio può essere profondo e, soprattutto, duraturo nel tempo.

Per quel che riguarda, invece, i libri dedicati ai bambini, Aspetto un fratellino di Marianne Vilcoq (Babalibri, € 11,00) è un libro allegro, colorato e ovviamente illustratissimo. Un dialogo tra la mamma e la piccola primogenita che, inizialmente irritata dalla notizia di dover presto accettare un fratellino, finisce con l’essere felice, persino desiderosa di avere qualcuno con cui giocare. Un’idea davvero originale perché il dialogo avviene anche con il fratellino, “nascosto” nella pancia della mamma, metaforicamente rappresentata dalle pagine piegate. Alzando infatti i lembi di ogni pagina appare l’interno del pancione con il nascituro, allegro o triste a seconda delle reazioni della sorellina che l’attende all’esterno. In poche pagine è illustrato il percorso psicologico che il bambino compie nell’accettazione della novità, con un linguaggio facile e con il supporto delle immagini che, come sempre, regalano ai piccoli più emozioni di mille parole.

L’altro testo è Nicolò desidera un fratello Di Bernhard Lins e Alenka Sottler (Bohem Press, €12,86). Qui il percorso è diverso, perché si tratta dell’evento tutt’altro che raro in cui il primogenito, desideroso di avere un fratellino, si vede invece arrivare una sorellina in risposta alle sue richieste. Il piccolo Nicolò infatti voleva un fratello grande e forte ed è deluso quando si trova a dover fare i conti con una sorellina piccola e capricciosa. Anche in questo caso, però, il primogenito uscirà dalla storia più maturo e convinto che, anche con una sorellina, potrà giocare e condividere le stesse gioie che avrebbe condiviso con un altro maschietto.
Le illustrazioni, di Alenka Sottler, sono anche qui il principale mezzo di comunicazione con il bambino. Si tratta di disegni di facile interpretazione che suscitano nel piccolo lettore l’emozione di vivere all’interno di una fiaba, dove lui è il protagonista di una storia che si conclude rigorosamente con il lieto fine.

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Enrico Massi

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