Verdi, ma pur sempre medicine: stabilite le linee guida per i fitofarmaci

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Verdi, ma pur sempre medicine: stabilite le linee guida per i fitofarmaci

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Quando si parla di farmaci fitoterapici, ossia derivati dalle piante, sono in molti a pensare che si tratti di qualcosa di verde, quindi assolutamente innocuo e sicuro anche quando si tende a esagerare un po’. Non è del tutto vero: i fitofarmaci sono efficaci e, proprio per questo significa che svolgono un’azione sull’organismo. Possono quindi avere controindicazioni, interagire con altre sostanze e con cibi e in dose eccessive possono intossicare. Succede agli adulti, a maggior ragione può capitare ai bambini, ai quali vengono sempre più spesso proposti. Quando si decide di ricorrere ai fitofarmaci, è importante utilizzare le stesse precauzioni che si seguono per i farmaci classici. Per questa ragione, i pediatri italiani della Fimp hanno messo a punto una serie di linee guida rivolte a medici e genitori, per usufruire dei fitofarmaci in modo corretto e trarne solo benefici. La decisione vale in modo particolare nel nostro paese, dove i prodotti di origine vegetale sono in vendita quasi sempre sotto forma di integratori e quindi sottoposti alle regole degli alimenti e non dei farmaci.

Le regole di fitoterapia nei bambini
Ecco comunque, in breve, che cosa suggeriscono le linee guida della Fimp: è importante che i genitori, come i pediatri, le conoscano bene.

•Solo prodotti sicuri: ai bambini vanno dati solo fitoterapici di lunga tradizione e che abbiano studi di sicurezza sperimentati anche sui più piccoli. Evitare nel modo più assoluto l’acquisto sulle bancarelle o dal web
•Scegliere solo quelli standardizzati per principio attivo: I Fitoterapici che vanno bene per i bambini devono essere titolati e standardizzati in principi attivi. Il dato deve essere riportato nell’etichetta del prodotto, accompagnato anche dal rapporto droga/estratto, perché il pediatra possa verificarne la corrispondenza ai principi dettati da Farmacopee e Monografie ESCOP e OMS.
•Leggere sempre l’etichetta: questa deve riportare
a. Nome della/e parte della pianta/e e parte utilizzata, droga vegetale: nome comune nella lingua locale e nome binomiale in latino.
b. Titolo espresso in % del/dei componenti più importanti secondo farmacopea.
c. Quantità espressa in mg del/dei fitocomplessi e dei componenti marker per ml, bustina, compressa.
d. Dose minima o massima giornaliera indicata e, ove necessario, modalità di assunzione in relazione ai pasti.
e. Informazioni nutrizionali, qualora rilevanti dal punto di vista nutrizionale.
f. Data di scadenza.
g. Nome del Produttore e del distributore. Se manca l’etichetta, meglio non usare il prodotto.
•Attenzione all’alcol: molti fitoterapici contengono alcol, anche per garantire una migliore conservazione. Questi non vanno somministrati ai bambini di età inferiore ai due anni. Nel caso di bambini più grandi occorre mantenere adeguati intervalli tra le dosi: non meno di quattro ore per evitare problemi di accumulo e l’intero periodo di trattamento deve essere più breve possibile.
•Fare attenzione alle interferenze: le sinergie tra varie piante medicinali e la mancanza di interferenze tra i principi attivi in esse contenuti sono supportate dall’esperienza nell’uso tradizionale e da studi clinici. Nel caso dei bambini, però, è preferibile utilizzare fitoterapici con combinazioni limitate di fitocomplessi. È anche meglio evitare, a meno che il pediatra non sia assolutamente rassicurante, di assumere fitofarmaci e medicinali tradizionali insieme.
•Oli essenziali: meglio di no. L’utilizzo pediatrico degli oli essenziali è da evitare per via orale o inalatoria, se non sotto stretto controllo medico, fatte salve le dosi minime per uso alimentare stabilite dalle norme italiane.

Lina Rossi

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