

A tre anni sanno già gestire con sicurezza i video sul tablet del papà, a cinque padroneggiano senza problemi lo smartphone della mamma. Certo, questi nostri piccoli digitali ci riempiono di orgoglio e ci rendiamo conto delle loro capacità attraverso l’utilizzo con le nuove tecnologie. Questo è un bene, perché nel futuro i nostri figli dovranno sapersi destreggiare con dispositivi sempre più sofisticati. Attenzione però a non esagerare, concedendo un uso poco attento di questi strumenti in tenera età, potrebbe compromettere lo sviluppo dei bambini.
Smartphone e tablet: mai prima dei due anni e mezzo
A sollevare dubbi a tal proposito sono gli esperti del Dipartimento di Pediatria del Boston Medical Center, in un articolo pubblicato su Pediatrics esprimono le loro perplessità sull’utilizzo di questi nuovi apparecchi prima dei due anni di vita. Fino ad oggi, infatti, molti studi si sono concentrati sulle potenzialità educative di televisione e, più in generale, video, concludendo che, prima dei 30 mesi di vita, i bambini non possono imparare da questi strumenti tanto quanto imparerebbero da interazioni dirette nel mondo reale. I ricercatori bostoniani pongono la loro attenzione sulla carenza delle linee guida pediatriche sull’utilizzo degli apparecchi mobile da parte dei bambini piccoli, soprattutto dopo le recenti indicazioni che, nei bambini al di sotto dei due anni di età, un uso limitato di mezzi di comunicazione interattivi a scopo educativo può essere accettabile. Tuttavia, secondo gli esperti c’è bisogno di nuove indicazioni perché i dispositivi mobile sono diversi dalla televisione in termini di modalità multiple, video, giochi ed app a scopo educativo.
Riscopriamo i sani passatempi tradizionali
Secondo gli autori così come il tempo passato davanti alla televisione può ridurre lo sviluppo delle capacità di linguaggio e di interazione sociale, anche tablet e smartphone potrebbero avere lo stesso effetto. Questi mezzi digitali, infatti, sostituiscono la quantità di tempo passato in interazioni umane dirette. Sottraendo del tempo all’esplorazione del mondo reale, al gioco e all’interazione con gli altri bambini le nuove tecnologie potrebbero compromettere lo sviluppo dell’empatia, delle abilità sociali e della capacità di risoluzione dei problemi, ma anche quelle sensorio-motorie e visuo-motorie importanti per imparare e mettere in pratica la matematica e le scienze. I dubbi restano però ancora molti. Gli esperti infatti concludono: finché non si saprà di più del loro impatto sullo sviluppo del bambino, si invitano i genitori e comunque gli adulti a trascorrere più tempo di qualità in famiglia, dedicandolo ad attività tradizionali ma importantissime come il gioco manuale e creativo con costruzioni, collage, pasta da modellare, cartoni da assemblare e anche con la lettura di libri adeguati alle varie età. Non si esclude la possibilità per i bimbi dell’utilizzo anche del tablet, ma è meglio far loro utilizzare il device solo ed unicamente insieme ai genitori, in modo da assicurarsi del reale utilizzo finalizzato all’educazione interattiva.
Sahalima Giovannini