In estate i ragazzi prendono troppe calorie, ripensiamo l’alimentazione

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In estate i ragazzi prendono troppe calorie, ripensiamo l’alimentazione

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L’estate è il periodo in cui il fabbisogno calorico diminuisce, fa più caldo ed è naturale desiderare alimenti freschi. Ed è anche il momento in cui, liberi dagli impegni scolastici, si ha più tempo per fare del moto spontaneo attraverso il gioco o nuotando in mare. Questo in teoria: nei fatti, succede proprio il contrario. I bambini si muovono pochissimo ed ingeriscono tantissime calorie: fino a 3.500 al giorno, il doppio del quantitativo suggerito per la loro età.

I ragazzi mangiano troppo e male
Si, mangiano troppo e male, oltretutto assumono calorie vuote, ovvero energia pura senza sostanze nutrizionali. Ad esempio, un succo di frutta contiene sì zuccheri, ma anche minerali e vitamine. Un piatto di pasta apporta calorie e grassi ma anche carboidrati, proteine e il licopene del pomodoro. I nostri figli, invece, nei mesi estivi non si fanno mancare cibi inutili, come patatine, snack dolcissimi, bevande gassate e pizzette super condite. A questo si aggiunge l’enorme quantità di tempo passate davanti ad un monitor: televisione, computer o videogiochi fissi o portatili. Il risultato è che non riescono a smaltire le oltre 3.500 calorie che mediamente ingeriscono. Televisione e videogiochi, inoltre, inducono una sensazione di insoddisfazione, legata proprio al fatto che il corpo e la mente non sono realmente impegnati, ma sono dediti a un’occupazione passiva che non appaga realmente. Al termine di una sola ora di calcio, di pallavolo o anche solo un pomeriggio di gioco sfrenato, un bambino ha davvero fame. Ed è portato a mangiare davvero tutto quello che gli viene proposto: anche frutta, verdura, minestroni e altri cibi digeribili, nutrienti ma soprattutto genuini.

D’estate, largo a frutta e verdura!
Cosa fanno, invece, i nostri figli? Secondo gli esperti italiani che hanno partecipato al congresso internazionale Europediatrics e al simposio ‘Cross border care for children in Europe”, svoltosi poche settimana fa a Glasgow, i ragazzi italiani sono tra i più obesi d’Europa, insieme agli spagnoli: il 16% ha un problema di obesità, che se sommato al sovrappeso raggiunge percentuali del 27-28%. Colpa di vizi che vengono concessi un po’ troppo spesso in vacanza o a casa per combattere la noia. Un classico sono le merende a base di bomboloni, che forniscono 400 calorie ciascuno. Senza contare i golosi fine pasto a base di gelati alla crema, sui quali i genitori nella stagione calda diventano più permissivi. La fanno poi da padrone le bibite frizzanti, ricchissime di zucchero: una lattina apporta le calorie di un piatto di pasta, però mentre un bel primo sazia, la bibita scivola giù in gola richiedendone un bis. L’assunzione improvvisa di tanto zucchero semplice causa una produzione abnorme di insulina, l’ormone del pancreas la cui funzione è impedire l’iperglicemia. Paradossalmente, dopo il lavoro dell’insulina l’organismo si trova privo di zuccheri, quindi ipoglicemico ne cerca ancora: e così arriva la seconda lattina o bottiglietta. È bene, invece, combattere queste abitudini sbagliate, soprattutto rendendo consapevoli i genitori del valore calorico di questi alimenti. Mamma e papà, ma anche nonni, tate ed educatori, hanno il dovere di proporre, al posto di una bibita dolce, di una merenda alla crema o di un grosso gelato, una bella spremuta, una macedonia, piuttosto un panino con prosciutto. Queste devono essere le regole: il dolce e le patatine costituiscono una piacevole eccezione una tantum.

La regola del 5-2-1
Per educare i figli si può seguire la regola del 5-2-1, come suggeriscono i pediatri: cinque pasti, due ore di attività fisica e solo una di tv, computer o videogiochi. La dieta è presto detta: una colazione dolce o salata, con latte, biscotti o fette biscottate, un panino al prosciutto e frutta, deve essere seguita da uno spuntino a metà mattina e da un pranzo leggero, meglio se con un piatto unico a base di carboidrati: pasta al ragù, al pesce o alle verdure, minestrone con pasta o riso, pizza alle verdure. Ancora spuntino di frutta e yogurt al pomeriggio e, la sera, un secondo di carne, pesce, formaggio o uova con tanta verdura. Purtroppo la crisi economica può spingere a scegliere i cibi più economici che sono i peggiori dal punto di vista nutritivo. Le soluzioni però esistono: per esempio si può comprare il pesce azzurro, non ha un costo elevato, la frutta e la verdura locali, sono anche migliori. Fondamentale poi è comprendere l’importanza dell’attività fisica, in estate può essere favorita dal bel tempo che asseconda la tendenza naturale a muoversi di più. Aiutiamo i nostri figli a non a spegnere questa tendenza.

 

Sahalima Giovannini

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