I bambini necessitano di un controllo accurato quando sono in piscina

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I bambini necessitano di un controllo accurato quando sono in piscina

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Quando si parla di sicurezza nella balneazione, si pensa soprattutto alle precauzioni da adottare durante le immersioni in mare. Invece un comportamento adeguato è necessario anche quando si fa il bagno in piscina: questo piccolo specchio d’acqua, calmo e trasparente, può nascondere insidie che si possono evitare adottando un comportamento corretto e alcune precauzioni così da godere solo il piacere del divertimento in piscina.

La sicurezza prima di tutto
Qualche parola va spesa prima di tutto sulla sicurezza. Nei mesi estivi, infatti, le notizie di annegamenti in piscina sono purtroppo abbastanza frequenti, anche i piccole piscine private, in gomma. Il pericolo è maggiore rispetto a quello che si corre negli stabilimenti balneari e nelle piscine sorvegliate. A livello mondiale l’annegamento è la terza causa di morte per i bambini di età compresa tra uno e 5 anni, soprattutto negli Stati Uniti, secondo quanto riportato dai Centers for Disease Control and Prevention. In Italia l’incidenza delle morti per annegamento sotto i 5 anni è molto bassa, probabilmente a causa della minore diffusione delle piscine private. In ogni caso è meglio non correre rischi. Non si dovrebbe costruire una piscina nel proprio giardino se si hanno bambini di età inferiore ai cinque anni: ci si possono avvicinare in un momenti di distrazione dei genitori. Per sicurezza, la piscina dovrebbe essere dotata di una recinzione chiusa a chiave, inaccessibile ai più piccoli. Se non si dispone di una recinzione da far installare appena possibile, è essenziale sorvegliare il bambino e non lasciarlo mai avvicinare alla piscina. Andrebbero rimossi giocattoli o galleggianti che potrebbero attirare l’attenzione del bambino e spingerlo a sporgersi per afferrarli.

Difendersi dai traumi
In piscina, l’uso delle ciabatte in gomma sono un semplice ma essenziale strumento di sicurezza. La superficie di cemento o di piastrelle che circonda la piscina stessa è infatti sempre bagnata a causa degli schizzi d’acqua e che fuoriescono dalla piscina stessa. Camminare a piedi nudi o correre sui bordi può esporre al rischio di scivoloni all’indietro, rischiando un trauma cranico che può essere di varia entità. Attenzione anche al rischio congestione: un bagno in piscina nel momento della digestione espone allo stesso rischio di una congestione esattamente come un bagno in mare o in qualsiasi ambiente acquatico. La congestione consiste in un malessere accompagnato da forti dolori addominali, crampi, sudorazione fredda e svenimento. Compare perché, durante la digestione, lo stomaco richiama sangue per svolgere al meglio il processo digestivo. Se l’area addominale viene a contatto con l’acqua fredda durante la digestione, la temperatura si abbassa improvvisamente e il processo si blocca. Un dolore nella zona addominale potrebbe essere il segnale di una digestione difficile o di qualche altro disturbo che riguarda lo stomaco. In questo caso è meglio non bagnarsi perché ci si potrebbe esporre a una congestione. Qualsiasi disturbo dello stomaco provoca un’infiammazione locale e quindi un maggior afflusso di sangue in quella zona.

Occhio a germi e scottature
Le ciabatte sono necessarie in piscina anche per evitare di entrare in contatto con il virus del Papilloma umano, che prolifera proprio negli ambienti umidi e frequentati da molte persone, come appunto le piscine e che è responsabile della comparsa delle verruche. Il virus penetra negli strati più profondi della cute e dà origine a una formazione costituita da strati di pelle ispessita, che causa un dolore acuto e puntiforme. La verruca necessita di alcune settimane per evidenziarsi e iniziare a causare dolore, quindi spesso il disturbo inizia ad avvertirsi nei mesi autunnali. È allora necessario applicare pomate specifiche suggerite dal medico o dal farmacista, oppure far asportare la verruca. Infine, anche a bordo piscina è possibile scottarsi. Il rischio, anzi, può essere ancora più elevato che rispetto in riva al mare, perché i raggi del sole, oltre a irradiare direttamente la pelle, rimbalzano sulla superficie dell’acqua calma come su uno specchio e sull’impiantito di piastrelle o di cemento, risultando ancora più aggressivi. Le ustioni solari, soprattutto nell’infanzia, espongono a un aumentato rischio di incorrere in disturbi della pelle, prima di tutti il melanoma. È quindi importante, anche in piscina, applicare generosamente uno strato di solare adeguato, a seconda del colore della pelle e dei capelli. Le persone con cute chiara e i bambini necessitano di una protezione elevata, almeno 25-30 per i primi giorni, riducendo poi gradualmente il fattore di protezione. Eventuali irritazioni della pelle possono essere lenite con prodotti doposole specifici a base di sostanze emollienti e addolcenti.

Sahalima Giovannini

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