

Il sanguinamento in gravidanza è relativamente frequente, soprattutto nel primo trimestre, e nella maggior parte dei casi non indica problemi gravi. Tuttavia, poiché può anche essere il segnale di condizioni che richiedono intervento medico, è fondamentale conoscerne le possibili cause, monitorare quantità e caratteristiche e rivolgersi tempestivamente al medico.
Nel primo trimestre fino a un quarto delle donne può avere qualche perdita vaginale: spesso si tratta di spotting lieve e non compromette l’esito della gravidanza. Tra le cause più comuni in questa fase ci sono l’emorragia da impianto, che avviene nei giorni successivi al concepimento e di solito è molto lieve e di breve durata, e altre condizioni più serie come il rischio di aborto spontaneo. La presenza del battito cardiaco fetale all’ecografia riduce sensibilmente la probabilità di aborto. Altri segnali di aborto possono includere crampi intensi e espulsione di tessuto.
L’aborto è solo una delle possibili spiegazioni dello spotting va considerata anche la gravidanza ectopica, quando l’embrione si impianta fuori dall’utero, spesso nelle tube, rara ma potenzialmente pericolosa, la gravidanza molecolare molto rara, e problemi cervicali come infiammazioni o lesioni indotte da rapporti o da esami: Pap test. Infezioni sessualmente trasmesse o altre infezioni genitali possono provocare sanguinamento e richiedono trattamento. Fattori come il fumo e un ematoma sub corionico – raccolta di sangue tra sacco gestazionale e parete uterina – possono contribuire a perdite.
Lo spotting in questi ultimi due trimestri deve essere considerato con maggiore attenzione perché può indicare condizioni pericolose per madre e bambino. Cause importanti includono la placenta previa che copre parzialmente o totalmente il collo dell’utero, lo scollamento prematuro di placenta, distacco della placenta dalla parete uterina, la rottura uterina rara, spesso legata a cicatrici da precedenti cesarei, e l’inizio del travaglio pretermine. Alcune di queste emergenze possono essere indolori o manifestarsi con dolore addominale, contrazioni, perdita di tessuto, sangue con coaguli, o alterazioni del battito fetale.
È utile usare un assorbente non tamponi per valutare la quantità e annotare il colore: rosa, marrone, rosso e la presenza di coaguli o tessuto; portare eventuale materiale espulso al controllo medico. Il medico probabilmente prescriverà riposo ed evitare sforzi, rapporti sessuali e viaggi, e sottoporsi ad una ecografia addominale e vaginale per identificare la causa. In presenza di sanguinamento abbondante, cambio dell’assorbente ogni 1–2 ore, bisogna recarsi immediatamente al pronto soccorso o chiamare il 118.
Rossi Lina