

Il dott. Vivek Murthy non solo ha lanciato l’allarme, ma ha anche invitato la politica ed i genitori a mettere in atto seri provvedimenti affinché i ragazzi siano tutelati dai social e non solo. Nella nota resa pubblica il 95% dei ragazzi tra i 13 e i 17 anni utilizza i social, e più di un terzo di questi, afferma di utilizzarli costantemente. Nello stesso arco di tempo, i registri sanitari hanno mostrato che il 30% dei ragazzi è stato vittima di depressione ed ansia, facendo ricorso alle terapie specifiche.
Pur essendo i social vietati ai minori di 13 anni, negli USA ben il 40% dei ragazzini, tra gli 8 ed i 12 anni, utilizzano regolarmente i social in modalità compulsiva, questo tipo di comportamento può essere molto pericoloso per la psiche di un minorenne. I sintomi psichici più rappresentati sono la depressone e l’ansia. È quindi abbastanza chiaro che l’uso massivo dei social network può essere molto pericoloso per la psiche di un minorenne.
L’uso dei social espone un preadolescente ancora immaturo, i lobi prefrontali responsabili del pensiero, non sono ancor ben strutturati, proiettano l’adolescente all’interno di un mondo si coinvolgente, ma inequivocabilmente virtuale. I rapporti di amicizia, così tanto necessari nel mondo reale, sono sostituiti nel virtuale dai: mi piace. Il consenso e la ricerca della popolarità sono entrambi pericolosi, perché possono istigare a mettere in atto comportamenti a rischio, per esempio mettendosi in evidenza foto o video non adatti, solo per far colpo sugli altri. Ed alla fine arrivano gli influencer, personaggi pagati dalle società per stimolare l’emulazione su come vestirsi, cosa mangiare, cosa bere
Genitori e nonni, dovrebbero essere davvero più attenti a come passano il tempo figli e nipoti. Il rispetto delle regole deve essere un diktat fondamentale, prima di tutto l’età: se ad un bambino della scuola elementare non gli è concesso uscire di casa da solo, a maggior ragione non deve essere concesso l’uso dello smartphone, una finestra aperta e senza regole sul mondo. Può essere concesso l’utilizzo del cellulare di mamma e papà, ovviamente solo per un tempo stabilito: mezzora al giorno e con uno dei due genitori vicino. Il cellulare personale può essere concesso solo dopo i 13 anni, ovviamente deve essere di bassa qualità, perché oltre ad essere diseducativo donare un oggetto estremamente costoso potrebbe essergli sottratto. Una buona regola per evitare di cadere nella trappola dei social, è stimolare la lettura di libri e fumetti, è ovvio che debbano essere i genitori per primi a passare del tempo con un libro in mano anziché un cellulare, i ragazzini per natura imitano ciò che fano gli adulti.
Sahalima Giovannini
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