

Quando i genitori tornano al lavoro, hanno la necessità di affidare i bambini in mani sicure, possibilmente assicurando loro stimoli cognitivi, attività coinvolgenti e alimentazione corretta. Il nido è una scelta di molte famiglie, per tutto il giorno oppure per completare le cure dei nonni o della baby sitter. I nidi nel nostro paese rappresentano una realtà sicura da questo punto di vista, ma sono pochi e, di conseguenza, i posti a disposizione sono un numero inferiore alla richiesta.
L’alternativa all’asilo pubblico resta quella della baby sitter o, meglio, dell’asilo privato. Da questo punto di vista le offerte non mancano, si tratta quasi sempre di strutture sicure, a norma di legge anche per quanto riguarda l’igiene, con personale esperto e affidabile. L’unico neo di queste strutture è il prezzo: un nido privato può infatti costare a una famiglia anche 500-700 euro al mese che, per tutti i mesi di frequenza, rappresentano una cifra non indifferente in un budget famigliare. Sicuramente è sempre meno del costo di una tata a tempo pieno e, soprattutto, il nido è un luogo in cui il bambino può ricevere stimoli, interagire con i coetanei, imparare prima a diventare indipendente.
Da qualche anno è possibile fare richiesta all’INPS per poter ricevere il Bonus asilo nido, il cui importo massimo erogabile è determinato in base all’ISEE. Si va da un massimo di 3.000 euro per gli ISEE fino a 25.000 euro, in questo caso l’importo massimo mensile erogabile è di 272,73 euro per 11 mensilità. Per gli ISEE fino a 40.000 euro si va da un minimo budget annuo 1.500 euro, importo massimo mensile erogabile 136,37 per 11 mensilità. Il premio asilo nido non è cumulabile con le detrazioni fiscali per la frequenza degli asili nido. Vale come riferimento l’ISEE valido l’ultimo giorno del mese precedente a quello di presentazione della domanda. Se il bambino per qualsiasi ragione non può frequentare il nido, il bonus può essere impiegato anche per forme di supporto presso la propria abitazione. Viene erogato dall’INPS a patto che il genitore richiedente, convivente con il bambino, oltre alla domanda rilasci un attestato rilasciato dal pediatra che dichiari l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica.
La domanda può essere presentata dal genitore di un minore nato o adottato in possesso di:
Per il bonus asilo, il genitore richiedente deve essere il genitore che sostiene l’onere del pagamento della retta. Per il contributo per forme di assistenza domiciliare, il richiedente deve avere la stessa residenza del figlio. Tutti i requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda. La domanda può essere presentata entro la mezzanotte del 31 dicembre 2022.
Sahalima Giovannini
Il Covid-19 ha colpito al cuore anche l’economia, tutto si è fermato, pubblicità compresa, l’unica forma di sostentamento per fare e diffondere l’informazione medico-scientifica, obiettivo principale di Guidagenitori.it
I nostri giornalisti, tecnici informatici e tutti gli altri operatori che sorreggono il giornale, continuano a svolgere regolarmente il lavoro per offrire gratuitamente i servizi editoriali, nonostante le difficoltà economiche. Ecco perché il vostro contributo è prezioso.