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Il bullismo è attivo anche tra gli adulti

bullismo a lavoro
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Quando si parla di bullismo si pensa sempre ai ragazzini. In realtà, questa forma di maltrattamento esiste anche tra gli adulti nel mondo del lavoro.  In questi casi si parla di worksplace bullying. Nel nostro paese non sono ancora disponibili dati in merito, ma negli Stati Uniti 7 persone adulte su 10 dichiarano di essere stati oggetti di vessazione. Il bullismo che si manifesta negli ambienti di lavoro è una realtà ancora poco conosciuta. Si sta diffondendo sempre più diffondendo negli ambienti lavorativi e colpisce professionisti e dipendenti.

Bullismo degli adulti, di che cosa si tratta

Il worksplace bullying è una forma di comportamento sociale di tipo violento e ripetuto nel tempo portato avanti nei confronti di colleghi e collaboratori. Dalle poche informazioni disponibili viene definito come una vera e propria epidemia fuori controllo. Secondo il sito d’informazione americano, che riprende i dati del Worksplace Bullying Institute, oltre 7 dipendenti su 10 dichiarano di essere stati oggetto o di aver assistito ad atti di bullismo sul posto di lavoro, per un totale di quasi 80 milioni di lavoratori solo negli Stati Uniti.

Questo fenomeno comprende abusi verbali, offese, minacce e aggressioni e può causare danni fisici oltre ad un crescente stato di angoscia mentale. È responsabile di elevati tassi di assenteismo e rotazione dei dipendenti, causa bassa produttività e danni all’immagine dell’azienda. I professionisti coinvolti, infatti, hanno maggiori probabilità di avvertire problemi di salute mentale come ansia e depressione.

Bullismo degli adulti esiste anche in Europa

Il worksplace bullying non riguarda solo gli Stati Uniti, è presente anche in Europa. In Italia non esistono studi con dati statistici ma è probabile che sia diffuso anche da noi. In Inghilterra, secondo il portale britannico People Management più di un quarto dei lavoratori che hanno partecipato a un recente sondaggio ha dichiarato di essere stato vittima di vessazioni all’interno sul posto di lavoro. Secondo l’Irish Times il 9% dei lavoratori irlandesi ha subito atti di bullismo. La pandemia ha ulteriormente rafforzato la problematica. Come reagire a tutto questo? Sicuramente non tacendo, perché in questo modo si danneggia la propria professionalità e anche il posto di lavoro. È essenziale che in azienda si percepisca un clima aziendale produttivo e stimolante. Per questo motivo, i capi d’azienda sono e saranno sempre più importanti. I lavoratori devono essere ascoltati, alfine di trovare soluzioni mirate, tempestive ed efficaci contro un fenomeno che si sta diffondendo ovunque. Esistono già aziende virtuose che si impegnano ogni giorno per contrastare la problematica, ascoltando le singole persone, supportandole negli ambienti di lavoro e creando iniziative a tutela del benessere psicofisico dei dipendenti.

Giorgia Andretti

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